Sara Marsico
Sara Marsico

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San Donato (Milano) - Nasce a San Donato Milanese il primo quartiere totalmente al femminile, sette nuove strade dedicate a donne del passato. È una svolta in una città cresciuta con una toponomastica tutta la maschile, a parte largo Madre Teresa a Certosa, i 13 chilometri quadrati cittadini sono tutti dedicati a uomini illustri. Ora la svolta, la Giunta ha approvato la toponomastica del nuovo quartiere Monticello con i nomi e i cognomi di sette donne che hanno raggiunto risultati importanti: l’attivista statunitense Rosa Parks, figura-simbolo del movimento per i diritti civili e l’antirazzismo, la prima presidente donna della Camera dei Deputati, Nilde Iotti, la partigiana Gina Galeotti Bianchi, alla quale è anche intitolata la sezione locale dell’Anpi. Ci sono anche figure antiche come la seicentesca Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo, e la matematica e astronoma greca Ipazia Di Alessandria, oppure donne come la mistica Edith Stein, morta ad Auschwitz nel ’42, e l’atleta Ondina Valla, la prima donna al mondo a vincere una medaglia d’oro ai giochi olimpici del 1936 a Berlino.

A selezionare i nomi sono stati gli studenti che frequentano il liceo classico Primo Levi di San Donato Milanese e dell’istituto Bernini di Melegnano, ma tutto è iniziato dal lavoro due insegnanti: Laura Bellinato, professoressa di latino e greco al liceo Levi, e Sara Marsico che, oltre a insegnare al Benini, è tra le fondatrici dell’associazione Toponomastica al femminile. "Il progetto è iniziato nel 2017, abbiamo fatto lavorare gli studenti delle due scuole sulla ricerca di personaggi femminili dimenticati dalla storia - racconta Laura Bellinato -, i ragazzi del biennio hanno studiato figure greche come Ipazia e quelli più grandi si sono concentrati sulla storia recente. È stato un grande lavoro di approfondimento, sono stati loro a proporre una rosa di nomi che abbiamo presentato alla giunta". Tutte le proposte sono state vagliate anche dal consiglio comunale, fino ad arrivare ai sette nomi definitivi. "Sono molto felice non solo perché finalmente la città avrà una toponomastica al femminile, ma anche perché è un riconoscimento importante alla ricerca e allo studio dei nostri studenti. Ora molti di loro sono all’università, è passato del tempo, ma è sempre bello per loro avere feedback positivi non solo dai docenti, ma anche dalla comunità in cui vivono oppure nella qaule hanno passato gli anni di studio".