Da sinistra il ministro Matteo Salvini, il prefetto Luciana Lamorgese e il sindaco Giuseppe Sala
Da sinistra il ministro Matteo Salvini, il prefetto Luciana Lamorgese e il sindaco Giuseppe Sala

Mialno, 12 ottobre 2018 - Più vigili urbani in strada, magari con l’aiuto del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il sindaco Giuseppe Sala indica un obiettivo della sua amministrazione comunale, ma aggiunge subito dopo che non sarà facile raggiungerlo. Per una serie di motivi: organizzativi e legislativi. Certo, il Governo giallo-verde potrebbe aiutare, magari rendendo più flessibile le norme sul turn over degli agenti della Polizia locale tra pensionamenti e nuove assunzioni, ma ancora il quadro non è chiaro e neppure cosa sarà previsto e cosa no nel decreto Sicurezza. Il primo cittadino milanese, dopo aver sottolineano durante il suo intervento al Domus Forum al Teatro Franco Parenti che «i punti deboli di Milano sono l’inquinamento, il costo della vita e la percezione di insicurezza», parla della gestione dei «ghisa»: «Sui vigili urbani anche le città hanno le loro colpe, la principale è quella di aver accettato il crearsi di una situazione negli anni in cui la quota parte di vigili che sono per strada rispetto a quelli che stanno in ufficio non è l’ideale. Però così è ed è difficile tornare indietro. È chiaro che noi oggi avremmo bisogno di più agenti in giro, è quello che ci chiedono i cittadini. Sarà un dibattito interessante. Da Salvini mi separano tanti modi di vedere ma è milanese, conosce la città, quindi conto sul suo aiuto».

L’appello è lanciato, il dialogo sulla sicurezza tra il ministro dell’Interno e il sindaco è già iniziato lo scorso 28 settembre, durante una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza convocato in Prefettura. Il passo in avanti potrebbe essere il testo del decreto Sicurezza. Sala aggiunge che «questo è un tema su cui non si arriverà mai a un punto finale. C’è la sensibilità dei cittadini, nessuno si accontenta dei dati che dicono che i crimini sono in diminuzione. C’è da lavorare». In attesa che il dialogo tra Viminale e Palazzo Marino diventi ancor più concreto, l’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato polemizza con il sindaco: «Chiedere aiuto al ministro dell’Interno per avere più vigili per strada dopo, come da sua ammissione, aver accettato negli anni che la quota parte di Polizia locale per strada rispettasse quella presente negli uffici, è assurdo. Lo smemorato sindaco forse non si rammenta di essere lui il diretto responsabile della Polizia locale, nominando il comandante». Il forzista Gianluca Comazzi, infine, nota: «Sala ammette che le politiche della Giunta milanese in tema di sicurezza fanno acqua».