Giuseppe Sala ai tempi di Expo
Giuseppe Sala ai tempi di Expo

Milano, 21 ottobre 2020 - La Corte d'appello di Milano ha dichiarato la prescrizione del reato per il sindaco Giuseppe Sala, accusato di falso, in qualità di ex ad e commissario unico di Expo, nell'ambito del processo con al centro il maxi appalto per la Piastra dei Servizi.

Il sindaco è finito imputato in quanto aveva firmato due verbali retrodatati che servirono a sostituire due commissari incompatibili nella gara. In primo grado era stato condannato a sei mesi, convertiti in una pena pecuniaria di 45mila euro, e gli era stata riconosciuta l'attenuante dell'aver agito per motivi di "particolare valore morale o sociale". Il reato si era prescritto nel novembre 2019. La quarta Corte d'Appello, presieduta da Cornelia Martini, affiancata dai giudici Antonella Lai ed Elsa Gazzaniga, ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale, rigettato quello della parte civile Mantovani Spa presentato solo nei confronti dell'ex dg di Ilspa Antonio Giulio Rognoni e il non doversi procedere per estinzione del reato per intervenuta prescrizione nei confronti di Sala. Per il resto è stata confermata la sentenza di primo grado.

Nel luglio 2019 il Tribunale, a differenza dell'ex ad di Expo, aveva assolto il suoi coimputato, l'allora manager Angelo Paris che rispondeva pure di tentato abuso di ufficio, Antonio Giulio Rognoni, accusato di turbativa d'asta sulla gara d'appalto, e Piergiorgio Baita, ex presidente della Mantovani spa, la società che si aggiudicò il maxi appalto, accusato di tentato abuso d'ufficio. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni. Angelo Paris, unico imputato presente in aula, ha dichiarato: "La sentenza di oggi è importante perché è stato riconosciuto il lavoro che si è fatto per Expo".