Non rinuncia alla prescrizione il sindaco, ma chiede di essere comunque assolto. Sebbene il reato di falso sia prescritto, Giuseppe Sala va assolto con formula piena perché "evidente" la sua estraneità al reato. È questo il senso della richiesta avanzata alla quarta Corte d’ appello dall’avvocato Salvatore Scuto che assiste il sindaco imputato per aver firmato, quando era ad di Expo, due verbali retrodatati che servirono a sostituire due commissari...

Non rinuncia alla prescrizione il sindaco, ma chiede di essere comunque assolto. Sebbene il reato di falso sia prescritto, Giuseppe Sala va assolto con formula piena perché "evidente" la sua estraneità al reato.

È questo il senso della richiesta avanzata alla quarta Corte d’ appello dall’avvocato Salvatore Scuto che assiste il sindaco imputato per aver firmato, quando era ad di Expo, due verbali retrodatati che servirono a sostituire due commissari incompatibili nella gara per la Piastra dei servizi. Scuto, al temine della sua arringa, ha chiesto ai giudici presieduti da Cornelia Martini di dichiarare inammissibile l’atto di impugnazione della Procura generale e di assolvere Sala "o perché il fatto non sussiste" o "perché il fatto non costituisce reato", possibilità prevista dal codice anche quando il reato è già prescritto, come in questo caso.Il legale, che non ha parlato di rinuncia alla prescrizione da parte del primo cittadino, ha però messo in luce una serie di punti per sostenere che è "impossibile dubitare che agì in buona fede".

Per l’avvocato è "viziata" in più parti la sentenza con cui il tribunale condannò Sala a 6 mesi di reclusione (convertiti in 45 mila euro di pena pecuniaria) pur concedendogli l’attenuante dell’aver agito per motivi di "particolare valore morale o sociale". Scuto ha sottolineato che l’allora numero uno di Expo "non aveva partecipato alle riunioni operative, e quindi alla parte decisionale ma viene condannato solo per il fatto di aver firmato". Per lui, tutti "i rivoli di questo procedimento attestano che Sala non sapeva come fosse costruita quella soluzione" e che nemmeno il responsabile unico del procedimento Carlo Chiesa "gli disse nulla. Perché quindi non credere alla buona fede di Sala?"r.

Al limite, dice, sarebbe un“falso innocuo“ in quanto "questa retrodatazione cade in un arco di tempo che non inficia assolutamente la regolarità della procedura".

"Mi pare che la difesa di Sala voglia una assoluzione nel merito - ha detto il pg Massimo Gaballo nel suo intervento - ma in questo caso non è possibile con una sentenza di condanna di primo grado. La difesa vuole avere la moglie ubriaca e la botte piena. Se vuole un’assoluzione nel merito rinunci alla prescrizione". La decisione è attesa per il prossimo 21 ottobre.

M.Cons.