Combo tra Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti (Ansa)
Combo tra Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti (Ansa)

Milano, 22 settembre 2015 - Una lunga vicenda che ha preso il via di riflesso a quella principale che ha interessato Silvio Berlusconi e che ha diviso gli schieramenti tra colpevolisti e innocentisti e mischiato verita' giudiziaria, politica e gossip. Questo e' stato il procedimento Ruby bis arrivato oggi in CassazioneQueste le tappe principali:

- 14 gennaio 2011: i pm di Milano Pietro Forno, Antonio Sangermano e il procuratore aggiunto Ilda Boccassini notificano un avviso di garanzia a Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede con le accuse di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, nell'ambito dell'inchiesta sui festini 'a luci rosse' ad Arcore con al centro Ruby. Un avviso di garanzia viene inviato anche a Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. A carico dell'ex premier i magistrati ritengono ci sia l'evidenza della prova e, per questo, la sua posizione viene stralciata e i pm chiedono per lui il giudizio immediato. Per gli altri tre indagati si procede con il rito ordinario.
- 29 gennaio 2011: Trapelano alcune intercettazioni contenute nella richiesta di autorizzazione alle Camere inoltrata dai pm per perquisire l'ufficio di Spinelli. In una di queste Nicole Minetti parla di Silvio Berlusconi.
- 3 ottobre 2011: il gup di Milano, Maria Grazia Domanico, rinvia a giudizio Mora, Fede e Minetti.
- 15 marzo 2011: I pm chiudono le indagini su Mora, Fede e Minetti, accusati di aver indotto alla prostituzione 34 ragazze tra cui la minorenne, all'epoca dei fatti, Ruby. I pm delineano i ruoli dei tre indagati nel 'sistema Arcore'. La ex consigliere regionale del Pdl e' accusata di avere intermediato "la sistematica erogazione di corrispettivi per l'attivita' di prostituzione svolta previo assenso di Silvio Berlusconi per il tramite del suo fiduciario Giuseppe Spinelli" e di avere organizzato "l'accompagnamento da Milano ad Arcore di alcune partecipanti alle serate mettendo a disposizione le proprie autovetture". Nelle carte i pm ricordano anche che "la Minetti si occupava della concessione in comodato d'uso alle ragazze delle abitazioni in via Olgettina". Secondo la procura, Fede si adoperava, anche con Mora, "per l'individuazione delle giovani donne disposte a prostituirsi presso la residenza ad Arcore di Silvio Berlusconi, informandosi personalmente sulle caratteristiche fisiche delle ragazze disponibili e valutando di persona la rispondenza dei requisiti estetici; organizzava inoltre l'accompagnamento da Milano ad Arcore di alcune delle partecipanti, inducendo e favorendo l'attivita' di prostituzione".
- 21 novembre 2011: comincia il processo davanti ai giudici della quinta sezione penale, presieduti da Anna Maria Gatto.
- 17 maggio 2013: Ruby viene sentita in aula come testimone. Racconta che la Minetti "rimase in intimo durante alcuni balli sensuali ad Arcore". Nega i rapporti sessuali a pagamento con Berlusconi, dice di avere raccontato ai pm tante "cavolate".
- 31 maggio 2013: il pm Antonio Sangermano comincia la requisitoria parlando di "macroscopica notizia di reato". Accusa gli imputati di sapere che Ruby era minorenne e chiede sette anni di carcere per tutti e tre, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
- 7 giugno 2013: Nicole Minetti rende dichiarazioni spontanee. Afferma di avere amato di amore "vero" Berlusconi, accusa i pm di "malcelato moralismo" e sostiene di non avere mai organizzato le serate ad Arcore, ne' di essersi occupata degli inviti delle ragazze.
- 28 giugno 2013: Lele Mora rilascia dichiarazioni spontanee e, anche se nega di aver mai spinto alcuna ragazza a prostituirsi a villa San Martino, non esita a dire che la vicenda ha rappresentato un caso di "dismisura, abuso di potere e degrado". Poi pero', fuori dall'aula del procedimento innesta la retromarcia: "Ad Arcore non c'e' stato nulla di male". Tutte le difese, nelle loro arringhe, chiedono l'assoluzione.
- 19 luglio 2013: i giudici condannano a 7 anni Lele Mora ed Emilio Fede e a 5 anni Nicole Minetti.
- 15 luglio 2014: inizia il processo d'appello
- 13 novembre 2014: La Corte d'Appello di Milano ribadisce la condanna di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. Fede si e' visto abbassare la pena da sette anni a quattro anni e dieci mesi. Quanto a Nicole Minetti, i giudici le hanno 'limato' la pena da cinque a tre anni per la concessione delle attenuanti generiche. Lele Mora considera invece una "vittoria che mi emoziona" il verdetto che lo ha condannato a sei anni e un mese dai sette del primo grado.
- 22 settembre 2014: Il collegio dei giudici della Cassazione, terza sezione penale, annulla con rinvio la sentenza d'appello e chiede di rifare il processo in secondo grado. Respinta la richiesta del pg della Cassazione Angelillis di aumentare la pena a Fede e confermare quella di Minetti.