Ambra Battilana, Imane Fedil e Chiara Danese
Ambra Battilana, Imane Fedil e Chiara Danese

Milano, 24 settembre 2018 - Mariarosaria Rossi intende risarcire le presunte vittime del "bunga bunga" di Arcore. E' emerso dall'udienza di oggi del processo Ruby ter che vede la senatrice di Forza Italia imputata insieme ad altre 28 persone, tra cui Silvio Berlusconi, sotto accusa per corruzione in atti giudiziari. E' stato l'avvocato Salvatore Pino, difensore della senatrice di Forza Italia, a rivelare in aula che sono in corso trattative tra Mariarosaria Rossi e le tre parti civili del processo (le ragazze Chiara Danese, Ambra Battilana e Imane Fadil, tutte ospiti fisse dei festini di Villa San Martino) per trovare un accordo extragiudiziale che preveda un risarcimento economico. Una volta incassato il risarcimento, le tre ragazze potrebbero decidere di revocare la loro costituzione di parte civile e uscire così dal processo milanese.

Il processo sulla presunta corruzione, da parte di Berlusconi, degli ospiti delle "cene eleganti" di Arcore per spingerli a testimoniare il falso in Tribunale riprenderà il 14 novembre. Un rinvio piuttosto lungo, disposto dai giudici della Settima Sezione Penale di Milano non solo per permettere ai legali di Mariarosaria Rossi di trattare con quelli di parte civile in vista di un accordo economico extragiudiziale. L'obiettivo è quello di "prendere tempo" anche in vista della riunificazione del troncone principale con l'ultimo stralcio processuale, quello che vede imputati Berlusconi e l'ex olgettina Roberta Bonasia, trasmesso ad agosto dalla procura di Torino a quella di Milano per competenza territoriale.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la giovane avrebbe beneficiato fino al 2016 di un appartamento in comodato d'uso gratuito al 22esimo piano della Torre Velasca, storico edificio nel pieno centro nel capoluogo lombardo, messo a sua disposizione da Berlusconi. Elemento, questo, che ha "attirato" sulla procura di Milano la competenza del procedimento. Dall'udienza di oggi è emerso che i magistrati milanesi hanno già chiesto il rinvio a giudizio per Berlusconi e Bonasia. In aula l'avvocato Federico Cecconi, difensore dell'ex premier insieme a Franco Coppi, ha preannunciato l'intenzione di rinunciare all'udienza preliminare in modo da arrivare al più presto possibile alla riunificazione dei due filoni.