Bruna Boschetti dietro il vetro
Bruna Boschetti dietro il vetro

Milano, 26 novembre 2020 - «Sei una bellezza, mamma". La voce arriva amplificata su un tablet dall’altra parte del vetro. Dopo qualche secondo, il cellulare in modalità viva voce spara la risposta: "Eh, una volta!", accompagnata dal gesto della mano che si allunga all’indietro, visibile oltre la barriera trasparente mentre gli occhi non smettono mai di incrociarsi. "No, lo sei sempre". Alla fine, il congedo: palmo contro palmo, toccandosi solo con l’immaginazione. Fulvio Pedrazzini, tassista di 62 anni, si commuove a ogni incontro con la madre Bruna Boschetti, che il prossimo 16 dicembre compirà 89 anni. Occhi lucidi anche quelli di Pierluigi, marito di lei, che di anni ne ha 92 e che non salta nessun appuntamento con la sua dolce metà, sua moglie da 68 anni. "Se potessi, la riporterei a casa con me adesso", dice dopo averla salutata. Così tutte le volte, appena lascia la Rsa Virgilio Ferrari di via Dei Panigarola al quartiere Corvetto, dove la donna vive da un anno. Qui, nonostante il periodo di lockdown dovuto alla seconda ondata di Covid che ha spinto la maggior parte delle strutture con anziani a vietare del tutto le visite in presenza, ospiti e familiari continuano a guardarsi e a parlarsi separati da una finestra chiusa.

Di fatto non c’è alcun contatto fisico: il parente resta all’aperto, in una porzione pavimentata a ridosso dell’ingresso, mentre l’anziano è in una stanza riscaldata. A fare la differenza sono le finestre, che consentono di vedersi a vicenda, a pochi centimetri di distanza. Non c’è modo di toccarsi né di ritrovarsi a respirare la stessa aria perché il vetro fa da scudo. "Abbiamo fatto questa scelta - spiega la direttrice Claudia Zerletti della cooperativa Proges, che gestisce anche la vicina Rsa Casa per coniugi - per dare la possibilità di mantenere comunque una relazione. Per gli anziani significa tanto, vedere i propri parenti li conforta. Cerchiamo di garantire due visite al mese a tutti, oltre alle videochiamate". Ogni giorno gli appuntamenti sono 10 "e per la vigilia di Natale li raddoppieremo". Sia nella Rsa di via Dei Panigarola, con 166 ospiti, e sia alla Casa per coniugi, con 124. Durante la visita, l’anziano è sempre affiancato da un operatore che regge un tablet in collegamento con il parente, il quale dall’altra parte riceve la chiamata sul cellulare, affinché le voci si sentano meglio. "Sono stufa di stare qui. Vuoi venire anche tu?", chiede Bruna al suo Pierluigi. Lui vorrebbe tanto poterle stare di nuovo accanto, "ci amiamo da quasi 70 anni, l’ho conquistata ballando. Negli ultimi anni, quando ha iniziato a stare male, l’ho sempre curata. In più mi occupavo della casa, della spesa e delle commissioni, finché non mi sono ammalato anche io". Così lui ora vive con il figlio, mentre la moglie nella Rsa. "Mia madre è una persona tosta - conclude Fulvio -, un punto di riferimento per noi. Lo è stata anche per tante altre persone, quando gestiva la sua latteria in viale Tibaldi. Quest’anno, senza poterci abbracciare, non sarà un vero Natale". Ma vederla e parlarle, seppure con un vetro davanti, è già un dono.