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29 apr 2022

Rossi e il design, tutto quello che c’è da vedere

Una corposa mostra tematica apre al Museo del Novecento: 350 oggetti, dalla libreria componibile alla caffettiera Alessi e ceramiche Ginori

stefania consenti
Cronaca

di Stefania Consenti

I disegni che raccontano le riflessioni, di Aldo Rossi, intorno alle forme e agli oggetti. "Queste forme geometriche e fantastiche hanno riassunto per molto tempo il mio senso di bellezza. In esse ho previsto cupole, torri, minareti e altre costruzioni",scriveva lui stesso nei fittissimi tredici fogli scritti a mano delle sue “Note autobiografiche sulla formazione“ del 1971.

Sino a due delle opere "iconiche" come “Il Teatro del Mondo“ costruito nel 1979 per la Biennale di Venezia e la “Cabina dell’Elba“ per Bruno Longoni Atelier di arredamento, di pochi anni successiva e che del primo riprende il legno e una "certa magia" che rimanda all’infanzia.

Il Museo del Novecento dedica ad Aldo Rossi, figura poliedrica, architetto, designer, teorico e critico tra i protagonisti della cultura visiva del XX secolo, una una mostra imperdibile, tematica (apre oggi sino al 2 ottobre, curata da Chiara Spangaro), la più completa sul versante del design. Per la prima volta sono esposti, in un allestimento sofisticato (firmato da Morris Adjmi MA Architetct), oltre 350 tra arredi e oggetti d’uso, prototipi e modelli, dipinti, disegni e studi progettati e realizzati da Rossi dal 1960 al 1997, una testimonianza visiva della sua multiforme attività. Figura divisiva, mai molto amato nell’ambito accademico (fu espulso come altri docenti dall’Università perchè non voleva dare il 18 politico, così come voleva il ministro di allora Misasi) osannato all’estero, Rossi ha lasciato tracce indelebili anche nell’architettura urbana. Tra i suoi progetti si ricordano l’ampliamento della scuola De Amicis di Broni, l’edificio Monte Amiata al Gallaratese, il cimitero di San Cataldo a Modena. Fra le opere di arte pubblica il contestatissimo, negli anni Novanta, “Monumento a Sandro Pertini“ a Milano, realizzato da Aldo Rossi all’interno di una piazza a ridosso della fermata Montenapoleone della linea metropolitana "gialla". Contestato al tal punto che nel 2010 era partita anche la proposta di rimozione. Successivamente, la giunta Pisapia, ha deciso per il restauro, nel 2012.

Tornando alla mostra, le nove sale rappresentano ognuno l’intero e poliedrico mondo di Rossi, la relazione fra le opere grafiche, gli oggetti di altissimo artigianato e industriali, sino alla spazio privato di Rossi, il suo studio. Un interno domestico (sala sette) riunisce mobili e oggetti di Rossi con altri da lui collezionati e presenti nelle sue case, dalle caffettiere americane ad una stampa di Giovanni Battista Piranesi e ad una credenza ottocentesca che è servita da ispirazione per il suo design.

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