L’ospedale gestito dal Policlinico al Portello era in stand-by da giugno 2021
L’ospedale gestito dal Policlinico al Portello era in stand-by da giugno 2021
di Giulia Bonezzi Riapre dopodomani l’ospedale in Fiera: la maxi terapia intensiva del Portello venerdì riattiverà i primi due moduli, conferma il Policlinico di Milano che gestisce la struttura temporanea da 157 letti potenziali, costruita in durante la prima ondata del 2020, che ha ricoverato, soprattutto nella seconda e nella terza ondata, 505 malati di Covid intubati, con percentuali di sopravvivenza tra il 70 e l’80%. Era in stand-by da giugno, ma pronta a riaprire in quarantott’ore da inizio dicembre. C’è voluto un mese e mezzo perché la quarta ondata - la prima post-vaccinazioni di massa, ma carburata dalla contagiosità senza precedenti di Omicron – facesse scattare questa terza riapertura della struttura temporanea, mentre la riapertura precedente era stata...

di Giulia Bonezzi

Riapre dopodomani l’ospedale in Fiera: la maxi terapia intensiva del Portello venerdì riattiverà i primi due moduli, conferma il Policlinico di Milano che gestisce la struttura temporanea da 157 letti potenziali, costruita in durante la prima ondata del 2020, che ha ricoverato, soprattutto nella seconda e nella terza ondata, 505 malati di Covid intubati, con percentuali di sopravvivenza tra il 70 e l’80%.

Era in stand-by da giugno, ma pronta a riaprire in quarantott’ore da inizio dicembre. C’è voluto un mese e mezzo perché la quarta ondata - la prima post-vaccinazioni di massa, ma carburata dalla contagiosità senza precedenti di Omicron – facesse scattare questa terza riapertura della struttura temporanea, mentre la riapertura precedente era stata necessaria già il 23 ottobre 2020, all’inizio della seconda ondata, quando gli intubati per Covid in Lombardia aumentavano già d’una trentina al giorno. Ieri, con 45.555 nuovi casi su 265.222 tamponi che confermano la leggera frenata rispetto al picco di una settimana fa, sono aumentati di 10, arrivando a 256, meno sette dalla soglia stabilita a fine anno dalla Regione per la riapertura "graduale" di tre moduli in Fiera, ciascuno da 15 posti letto; i due che aprono venersì saranno gestiti dallo stesso Policlinico, con piccoli rinforzi d’anestesisti e infermieri d’area critica delle Asst Pini, Rhodense e Ovest Milanese, e quello affidato al Niguarda, con innesti dalle Asst Nord Milano, Santi e Fatebene-Sacco e dalla privata clinica Città Studi, sempre contenuti "per non pesare su singoli reparti o aziende", chiarisce la Ca’ Granda.

E per accogliere "parte delle nuove richieste di ricovero" dei più gravi con polmonite da Covid, "in modo da alleggerire le terapie intensive degli ospedali e poterle dedicare ai pazienti con altre patologie". Intanto, la Direzione Welfare della Regione chiedeva agli ospedali pubblici e privati accreditati "una rimodulazione dell’attività di ricovero programmato e differibile al fine di garantire posti letto per pazienti Covid 19", ma anche di "di area medica per pazienti negativi al test", anche “sdoppiando“ le degenze con "riorganizzazione e compartimentazione che garantiscano gli standard di sicurezza ed isolamento".

Perché è ricoverata in area Covid anche un’"elevata percentuale di pazienti asintomatici, ma incidentalmente positivi", che il virus potrebbero affrontarlo a casa ma "necessitano di ricovero per altra causa", inclusi gli incidenti stradali. Ciò spiega, almeno in parte, l’incremento più elevato dei ricoverati in area medica Covid, aumentati anche ieri di 203 arrivando a 3.202, sopra la soglia del 30% che determinerà il passaggio in zona arancione quando i positivi occuperanno anche il 20% dei letti di terapia intensiva in Lombardia (ieri erano al 16,7%). E spiega anche il fatto che il rapporto tra vaccinati e non vaccinati, benché sempre a sfavore di questi ultimi dato che in tutta la Lombardia costituiscono appena il 6,6% degli over 12, cambi molto tra i reparti e la rianimazione, in base ai dati diffusi dall’assessorato al Welfare: in area medica Corona solo il 37% dei pazienti non ha avuto neanche una dose d’antiCovid, in terapia intensiva Covid i non vaccinati sono il 64% (e il 93% ha la polmonite, contro l’87% del 36% che è vaccinato). La Direzione Welfare ha ricordato inoltre agli ospedali sede di centri vaccinali che "sono tenuti a proporre" l’antiCovid o il booster ai ricoverati negativi al tampone che eventualmente non li avessero fatti, e che per liberare i reparti e anche i pronto soccorso da positivi che non hanno più, o non hanno mai avuto, bisogno di cure per acuti sono a disposizione 381 posti (in stanze a uso singolo, doppie solo in caso di nucleo familiare) nei Covid Hotel, di cui 196 a Milano tra l’Adriano Community Center (70), i Mokimba Baviera e Monte Bianco (45 e 46 posti rispettivamente) e l’Idea Hotel di San Siro (35).