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23 apr 2022

Restauro della chiesa: servono 656mila euro

Resi pubblici i costi dei lavori. La parrocchia si appella. ai cittadini: il monumento. valore aggiunto per la città

Restauro della Prepositurale dei Santi Gervaso e Protaso, per chiudere i conti servono 656 mila euro. Spese certe e preventivo anche, entrate, per ora, "possibili". Fra queste i rimborsi bonus e alcune donazioni promesse. Ma all’appello mancano ancora molti quattrini. E ancora una volta la parrocchia si appella ai cittadini. Come aveva fatto, già una volta, nelle settimane scorse: "La chiesa non patrimonio della sola parrocchia, ma di tutti. Il monumento restaurato sarà un valore aggiunto per tutta la città e per tutta l’area della Martesana". Resi pubblici, dunque, i costi dell’enorme restauro della Chiesa gioiello di Gorgonzola, in corso ormai da molti mesi, e che riserva, settimana dopo settimana, preziose sorprese. Molto di già fatto. Nei mesi scorsi imprese specializzate hanno lavorato al consolidamento strutturale dell’Oratorio della Trinità, al ripristino e alla riqualificazione e riverniciatura della preziosa facciata, a delicate operazioni di pulizia di decorazioni, statue e capitelli, balaustre, colonne e basamenti.

Una grande sorpresa, architettonicamente e artisticamente parlando, l’hanno regalata i lavori nel Mausoleo, dove il restauro ha riportato alla luce una decorazione pittorica che riproduce una volta in pietre di ceppo, forse parte del disegno originario del grande architetto Simone Cantoni. Ora tocca a un secondo, impegnativo, lotto: prevede altri interventi esterni all’abside e al tiburio. Per il primo lotto oltre 300mila euro spesi, a fronte di 273mila introitati con bonus, offerte detraibili, proventi di vendite quadri e manufatti. Il preventivo del secondo lotto è di 656 mila euro. Alla voce possibili entrate ancora il bonus e possibili donazioni. Potrebbero coprire buona parte dei costi, ma non bastano. L’appello del parroco don Paolo Zago passa per voce dello storico e collaboratore della parrocchia Marco Cavenago: "Della rinnovata bellezza e armonia della chiesa potremo beneficiare tutti, credenti e non. Ma le spese che ci attendono sono ingenti: il nostro appello va a singoli cittadini, enti e istituzioni pubbliche e private". Un restauro, quello avviato, non solo a fini artistici ed estetici: da molti anni una parte della chiesa, in particolare il versante dell’oratorio della Trinità, era minata da crepe e problemi strutturali. Dovuti, da perizie tecniche, a scarsa portanza del terreno per scavi antichi, vicinanza del naviglio, umidità e azione ultradecennale di radici d’albero.

Monica Autunno

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