Milano, 10 luglio 2020 - Undici giorni di libertà sono bastati per "tornare a delinquere", dopo 5 anni e mezzo di carcere minorile e poi l’affidamento in prova ai servizi sociali. Remi Nikolic, il 26enne che nel gennaio 2012, quando non aveva ancora 18 anni, a bordo di un suv travolse e uccise l’agente di polizia locale Niccolò Savarino a Milano, è stato fermato dalla Squadra mobile con l’accusa di aver partecipato a due furti in appartamento commessi lo scorso 22 febbraio nel centro della città. In manette altri due giovani nomadi, Martin Jovanovic e Alen Djordjevic (il primo residente nel campo rom di Corbetta e il secondo a Pogliano Milanese), traditi da telecamere e analisi dei tabulati telefonici.

Elementi che, assieme alle foto pubblicate su Facebook, hanno incastrato anche Nikolic, che aveva appena ottenuto la libertà dopo aver scontato una condanna a 9 anni e 8 mesi di reclusione. "Solo 11 giorni dopo è tornato a delinquere", scrive il pm Francesca Crupi nel provvedimento di fermo eseguito dagli agenti della Squadra mobile. Dalle indagini, tra l’altro, è emerso che Nikolic tra il 9 e il 10 giugno si sarebbe recato in Belgio per "non meglio precisati affari di lavoro, verosimilmente di natura illecita". È rientrato in Italia il 4 luglio e "tale circostanza lascia presumere che lo stesso possa godere sia di disponibilità economiche, sia di conoscenze tali da poter tranquillamente spostarsi e rimanere all’estero per lunghi periodi".

Dalle intercettazioni è emerso che si stava preparando a un viaggio in Spagna, tra gli elementi alla base del "pericolo di fuga" contestato agli indagati. La sera del 22 febbraio i nomadi, "con modalità tipiche dei ladri acrobati", sono entrati in un appartamento in via Raffaello Sanzio, zona Fiera, mettendo a soqquadro le stanze e portando via preziosi per un valore di circa 100mila euro. Poi si sono spostati in via Amedei, dove hanno rubato catenine d’oro. Le telecamere di videosorveglianza li hanno ripresi. Grazie alle immagini e ai tabulati telefonici gli investigatori sono riusciti a identificarli. Era della compagna di Nikolic, tra l’altro, l’auto usata quella sera. Una conferma arrivata anche analizzando Facebook: Nikolic ha postato un video nel quale indossa abiti identici a quelli di uno dei ladri. Un furto, otto anni dopo l’omicidio di Savarino, che manda in fumo il percorso di recupero. Una nuova beffa dopo l’assoluzione, lunedì, di Milos Stizanin, il ragazzo che era a bordo del suv guidato da Nikolic, che travolse e uccise l’agente impegnato in un controllo di routine.