Reddito di cittadinanza
Reddito di cittadinanza

Milano, 23 ottobre 2019 -  Le loro postazioni, nei centri per l’impiego di Afol Lombardia, sono pronte. Ma i navigator, contrattualizzati a luglio dopo il maxi-concorso nazionale per selezionare i tutor con il compito di accompagnare i beneficiari del reddito di cittadinanza nell’avvio al lavoro, ancora non si vedono. Hanno terminato la fase di formazione ma, almeno per quanto riguarda il centri per l’impiego di Milano e hinterland gestiti dall’Agenzia Formazione Orientamento Lavoro Metropolitana, c’è ancora lo stallo sul loro inserimento.

«Colpa di un’architettura barocca», sintetizza il presidente di Afol, Maurizio Del Conte. Una serie di convenzioni per raccordare tutti gli enti coinvolti, alle quali si aggiungerà la difficoltà di coordinare personale assunto dall’agenzia nazionale Anpal ma che deve essere inserito in strutture locali e decentrate, i centri per l’impiego che il provvedimento bandiera del Movimento 5 Stelle si era posto l’obiettivo di riformare, raggiungendo performance nordeuropee che ora, tra incertezze e un avvio lento, appaiono come un traguardo sempre più lontano nel tempo.

«C’è la convenzione Stato-Regioni - spiega Del Conte - poi ogni singola Regione ha stretto una convenzione con Anpal e, nel nostro caso, serve un ulteriore passaggio con la Città metropolitana di Milano. Siamo in attesa di capire come muoverci, gli spazi per loro ci sono e siamo pronti a trovare le sinergie migliori, in modo che non ci siano sovrapposizioni». Di fatto non si sa quando i navigator (nei centri per l’impiego Afol ne devono essere inseriti 76) potranno iniziare a lavorare nei centri. E la “fase due”, l’avvio di quel percorso che secondo gli auspici dovrà sfociare nel ricollocamento lavorativo, per ora è gestita solo dal personale ordinario. I centri per l’impiego di Afol, a partire dall’ultima settimana di settembre, hanno contattato quasi mille persone, via email o sms, per fissare il primo appuntamento. Sono finora 13.294 i beneficiari del reddito che dovranno sottoscrivere il Patto per il lavoro: la metà fa riferimento a Milano.

Uno scenario sintetizzato, nei giorni scorsi, dall’assessore regionale al Lavoro Melania Rizzoli:  «Ad oggi sono stati distribuiti 482 milioni di euro in Lombardia a fronte di zero posti di lavoro trovati». «Il sussidio è stato erogato in fretta - sottolinea Del Conte - ma sul sostegno all’occupazione c’è un forte ritardo. Noi abbiamo in programma percorsi di formazione personalizzati per i beneficiari, perché si tratta di fasce deboli, con un basso livello di istruzione. Il semplice incrocio tra domanda e offerta non basta». C’è poi un altro ostacolo da superare: «Il sistema di incentivi per le imprese è troppo farraginoso, da parte loro l’interesse è scarso».