Reddito di cittadinanza
Reddito di cittadinanza

Milano, 19 gennaio 2019 - Prenotazioni di appuntamenti per il modello Isee in costante crescita da Capodanno, agende piene fino a marzo, telefoni che squillano per richieste di informazioni sul reddito di cittadinanza. A Milano e in Lombardia è partito l’assalto ai Caf, i Centri di assistenza fiscale, che diventeranno una delle tappe quasi obbligate per tentare di accedere ai «fondi anti-povertà», una delle misure di bandiera del Governo Lega-M5s, varata giovedì dal Consiglio dei ministri assieme a quota 100 sulle pensioni.

Per richiedere il reddito di cittadinanza - da un minimo di 40 fino a un massimo di 780 euro mensili per persona - bisognerà avere un Isee massimo di 9.360 euro. Una corsa che partirà proprio dai Caf gestiti da sindacati e associazioni, con la compilazione del modello Isee, indicatore del livello di ricchezza di una famiglia, prima di presentare la domanda di accesso al reddito. «Questo mese, rispetto a gennaio 2018, abbiamo registrato un aumento del 30-35% delle prenotazioni di appuntamenti per l’Isee, con una impennata dopo il 7 gennaio», spiega Metello Cavallo, amministratore delegato di Centro Servizi Fiscali Milano, società che gestisce i 40 Caf della Cgil tra Milano e hinterland. Dai giorni successivi alle feste si registrano ogni giorno, in media, 350 prenotazioni. Dall’inizio di gennaio è già stata superata quota 3.300 appuntamenti per l’Isee, con il tutto esaurito fino alla fine del mese. Novecento in più rispetto allo stesso periodo del 2018, quando gli appuntamenti per lo stesso tipo di servizio erano stati 2.400. «Un aumento che in parte è legato al reddito di cittadinanza - prosegue Metello Cavallo - perché chi ha intenzione di accedere alla misura inizia a portarsi avanti preparando l’Isee. Dietro a questo boom potrebbero esserci però anche altri fattori, come la richiesta dell’Isee da parte di Aler agli inquilini. Noi per ora riusciamo a far fronte all’incremento, vedremo nei prossimi mesi come evolverà la situazione».

Cambiando sindacato, la musica è sempre la stessa. Nei Caf gestiti dalla Cisl le agende sono già piene fino al 20 marzo. «Di sicuro si tratta di un incremento anomalo - spiega Tommaso Di Buono, direttore dei Caf Cisl di Milano e area metropolitana - che può essere legato a diversi fattori, tra cui il reddito di cittadinanza. A gennaio dell’anno scorso chi ci chiamava otteneva un appuntamento nell’arco di 15 giorni, mentre adesso si va oltre il 20 marzo quando, tra l’altro, ci sarà il periodo caldo per le dichiarazioni dei redditi. Da qui al 20 marzo abbiamo già raggiunto quota 10mila Isee». Già da prima di Natale diverse persone si sono presentate ai Caf della Uil per chiedere informazioni sul reddito di cittadinanza. «Abbiamo ricevuto parecchie telefonate, principalmente da parte di italiani - racconta Vincenzo Vita, responsabile dei Caf Uil in Lombardia -. Adesso che lo scenario è più definito ci stiamo attrezzando per far fronte alle richieste e formare il nostro personale». Una corsa che ha toccato anche i patronati, sportelli specializzati nell’assistenza su pensioni, infortuni e disoccupazione. «Su quota 100 è stato più semplice dare risposte - spiega Francesco Castellotti, direttore del patronato Inca Cgil di Milano - mentre sul reddito di cittadinanza finora eravamo in un limbo. Ci hanno chiesto informazioni persone che erano da noi per assistenza sulla disoccupazione». Milanesi che, ora, tenteranno la corsa per accedere ai fondi.