Ruben Razzante, docente di Diritto dellinformazione e della comunicazione all'Universit� Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma, durante il Convegno 'Innovazione tecnologica e democrazia della Rete' nella sede della Fieg a Roma, 28 Maggio 2014. ANSA/ FABIO CAMBANA
Ruben Razzante, docente di Diritto dellinformazione e della comunicazione all'Universit� Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma, durante il Convegno 'Innovazione tecnologica e democrazia della Rete' nella sede della Fieg a Roma, 28 Maggio 2014. ANSA/ FABIO CAMBANA

Milano, 20 febbrio 2015 - «Una Google Tax per far pagare a tutti gli aggregatori di notizie il diritto d’autore sarebbe positiva». Ruben Razzante, docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano, giudica favorevolmente la «link tax» che potrebbe essere contenuta nel disegno di legge sulla concorrenza che oggi è al vaglio del Consiglio dei ministri. Una tassa per obbligare Google e gli altri aggregatori a pagare un compenso agli editori per ogni notizia o articolo indicizzato. Due giorni fa Razzante è stato nominato dalla giunta di Confindustria radio-tv quale rappresentante per il settore «industria radio-televisiva» del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore presso il ministero dei Beni Culturali.

Professore, una scelta necessaria?
«Google, grazie all’indicizzazione di opere creative prodotte da altri, in Italia incassa un miliardo di euro in pubblicità ogni anno. Lo stesso fatturato di tutti i giornali nazionali messi insieme, ma senza i costi di produzione e distribuzione, perché Google non è un editore. Una distorsione del mercato da sanare».

Cosa accadrebbe se venisse introdotta la tassa?
«Google dovrebbe pagare agli editori i contenuti che indicizza. Una boccata d’ossigeno per il settore perché contribuirebbe a valorizzare il lavoro giornalistico e garantirebbe agli editori più risorse da investire nel mercato».

Tutti contro Google?
«Google non è un nemico ma la sua posizione di dominio mette a rischio la sopravvivenza dei giornali, con una informazione selettiva basata non sul senso della notizia o sull’interesse pubblico ma su criteri commerciali e pubblicitari. Google è come un aspirapolvere, che assorbe di tutto».

Cosa serve ora?
«Una sinergia tra editori e giornalisti per difendere i diritti delle imprese editoriali e la qualità del lavoro giornalistico. Ho già avuto un confronto con la Fieg, assai sensibile a questo tema, e nel Comitato mi batterò affinché prevalgano queste ragioni».

Ovvero?
«Dal primo aprile l’Inghilterra introdurrà una tassa sul diritto d’autore anche per le semplici citazioni. In Francia hanno fatto pagare una somma una tantum per i contenuti indicizzati. In Spagna e Germania si cercano soluzioni. Ora tocca all’Italia».