L'articolo de Il Giorno che ha sollevato il caso
L'articolo de Il Giorno che ha sollevato il caso

Milano 24 marzo 2019 - Siamo a cinque colpi. Il rapinatore seriale di tassisti è entrato in azione altre due volte, secondo quanto risulta dalle denunce presentate ieri ai carabinieri. Un conducente è stato aggredito venerdì alle 19 da un finto cliente caricato al posteggio di Inganni: nei pressi della stazione San Cristoforo, il balordo ha tirato fuori il coltello con modalità identiche a quelle descritte ieri dal Giorno e ha costretto il tassista a scendere dall’auto per prelevare 500 euro al bancomat. Un altro tassista si è invece rivolto alla stazione dei militari di Affori per segnalare un episodio del tutto analogo.

Del caso si stanno ora occupando gli uomini del Nucleo operativo della Compagnia Magenta, coordinati dal tenente Alfonso Sammaria, che stanno raccogliendo i dati forniti dalle vittime per arrivare a un identikit del malvivente; un aiuto decisivo potrebbe arrivare anche dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nei pressi dei parcheggi in cui di volta in volta l’uomo ha contattato i conducenti. Il primo raid, stando alle informazioni a disposizione, è andato in scena lo scorso 28 febbraio, ai danni di una tassista. La donna è stata «agganciata» attorno alle 20.50 al posteggio di Porta Genova da un uomo, descritto come italiano di bassa statura e con la faccia butterata, che ha chiesto di essere accompagnato in piazza Abbiategrasso. A un certo punto, il passeggero si è calato il cappuccio della felpa sul volto e ha puntato un coltello di grosse dimensioni verso la donna: «Sono uscito di galera 15 giorni fa, dammi tutto quello che hai». La conducente, terrorizzata, ha consegnato l’incasso di giornata, circa 100 euro, ma il rapinatore non si è accontentato e ha costretto la vittima a prelevare altri 250 euro al bancomat. Al momento di rientrare in macchina, approfittando del fatto che il balordo aveva la portiera aperta, la tassista è riuscita a mettere in moto e a partire, facendo cadere l’uomo sull’asfalto.

Il secondo episodio è stato ricostruito da un’altra vittima in un messaggio audio postato due giorni fa sulle chat interne. L’aggredito ha raccontato una dinamica pressoché identica a quella del raid del 28 febbraio. Stesso punto di partenza: Porta Genova. Stessa destinazione: piazza Abbiategrasso. Stessa arma: grosso coltello, puntato alla gola. Stesso racconto per generare terrore nell’interlocutore: «Sono stato appena scarcerato: 15 anni fa, ho ammazzato uno con 18 coltellate...». All’improvviso, il finto cliente ha chiesto di cambiare strada, direzione piazza Tirana: «Mi ha chiesto di entrare in una stradina isolata e mi ha detto “Adesso mi devi aiutare, altrimenti ti ammazzo”». Il malvivente ha preteso l’incasso di giornata, circa 200 euro, e poi ha costretto il tassista a ritirare altri 500 euro al bancomat. Altro particolare comune ai due raid: in entrambi gli episodi, l’uomo ha frugato tra gli effetti personali delle vittime per cercare i documenti d’identità («Ora so chi sei, non azzardarti a fare denuncia »). Secondo i conducenti, ci sarebbe stata anche una terza rapina, andata in scena poco più di dieci giorni fa in zona Quarto Oggiaro. Adesso sono spuntati altri due casi.