Arrestato il rapinatore dei tassisti: preso dopo cinque colpi

Piazza Medaglie d’Oro, in trappola col conducente-esca di Nicola Palma

Uno dei fotogrammi della telecamera interna di uno dei taxi presi di mira: l’8585 lo ha consegnato alla polizia

Uno dei fotogrammi della telecamera interna di uno dei taxi presi di mira: l’8585 lo ha consegnato alla polizia

MIlano, 3 settembre 2015 - Non c'è due senza tre, avrà pensato il rapinatore dei tassisti. Dopo i colpi in rapida successione di martedì e mercoledì (più altri tre settimana scorsa), il balordo che terrorizzava i conducenti è entrato in azione pure questa sera. Stesso posto (piazza Medaglie d’Oro), stessa ora (dopo le 20). Ad attenderlo, però, c’era un’auto bianca a fare da esca e gli agenti in borghese appostati nei paraggi: appena l’uomo si è avvicinato al finestrino della macchina, è scattata la trappola. Difficile per lui farla franca: il suo volto era stato già ripreso dalle telecamere di tre taxi assaltati. Sempre lo stesso copione, come ci ha raccontato Enrico, derubato tre giorni fa. Ecco l’incipit: «Non sapevo ci fossero già stati episodi simili nei giorni precedenti, di solito non faccio il turno di notte: me l’hanno detto i colleghi che mi hanno soccorso».

Un sospiro e ricomincia a parlare: «Ero fermo al parcheggio di piazza Medaglie d’Oro, poco prima delle 21: se non ricordo male, stavo leggendo qualcosa quando questa persona si è avvicinata al finestrino anteriore destro. Mi fa “Corvetto?” e io gli ho risposto di sì. Gli ho subito detto di allacciarsi la cintura di sicurezza e lui mi ha risposto “Ah sì, anche dietro?” “Certo, c’è l’obbligo di legge”». E poi? «Ha iniziato a raccontarmi una storia “Sai per caso se multano le auto lasciate al distributore di benzina?”. In pratica, mi ha spiegato di aver avuto un problema con la macchina e di aver dovuto lasciarla alla stazione di servizio: poi mi sono reso conto che quella era solo una scusa per farsi portare senza insospettirmi lì dove voleva andare».

Dove? «In un distributore dopo Corvetto verso il raccordo per l’Autostrada del Sole». E lì cos’è successo? «Si è infilato tra i sedili anteriori e mi ha puntato un coltello al braccio, provocandomi una lieve ferita. “Dammi tutti i soldi o ti ammazzo”, mi ha detto. Io gli ho subito replicato “Va bene, stai calmo: ora te li prendo”. Erano poche decine di euro, a lui non bastavano, pensava ne avessi di più nascosti chissà dove. Alla fine, sono riuscito a convincerlo del contrario, facendogli vedere le tasche vuote dei pantaloni. Così è sceso, ma prima di scomparire si è voltato dicendomi “Non denunciare, altrimenti ti vedo a trovare”». Ovviamente, Enrico non si è fatto intimidire e ha subito chiamato il 112: la telecamera montata sul cruscotto del taxi ha registrato tutto, anche il volto del rapinatore. «Questa amministrazione deve dare un segnale concreto a una categoria che tutti i giorni rischia anche la pelle mentre offre un servizio pubblico», attacca il coordinatore cittadino di Forza Italia Giulio Gallera. Il primo segnale l’ha dato la polizia. Questa sera.

nicola.palma@ilgiorno.net

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