Non è la prima volta che i tassisti vengono presi di mira dai rapinatori: questa immagine si riferisce a un agguato del 2017
Non è la prima volta che i tassisti vengono presi di mira dai rapinatori: questa immagine si riferisce a un agguato del 2017

Milano, 23 marzo 2019 - Il messaggio è spuntato ieri pomeriggio sul frontalino dei tassisti del 6969: «Alle 18 circa evitare clienti da zona Porta Genova con destinazione Abbiategrasso: è un rapinatore». Sì, perché da qualche settimana c’è un uomo armato di coltello che deruba i conducenti spacciandosi per cliente: sulle chat si parla da giorni di diversi casi lungo lo stesso tragitto; noi ne abbiamo accertati due, anche se pare che al momento nessuno dei tassisti abbia sporto denuncia per paura di ritorsioni. Il primo episodio è avvenuto lo scorso 28 febbraio, ai danni di una tassista. Stando a quanto siamo riusciti a ricostruire, la vittima è stata agganciata attorno alle 20.50 al posteggio di Porta Genova da un uomo, descritto come italiano di bassa statura e con la faccia butterata, che ha chiesto di essere accompagnato in piazza Abbiategrasso. A un certo punto, il passeggero si è calato il cappuccio della tuta sul volto e ha puntato un coltello di grosse dimensioni verso la donna: «Sono uscito di galera 15 giorni fa, dammi tutto quello che hai».

La conducente, terrorizzata, ha consegnato l’incasso di giornata, circa 100 euro, ma il balordo non si è accontentato e ha costretto la vittima a prelevare altri 250 euro al bancomat. Al momento di rientrare in auto, approfittando del fatto che il rapinatore aveva la portiera aperta, la tassista è riuscita a mettere in moto e a partire, facendo cadere l’uomo sull’asfalto.

Il secondo episodio è stato ricostruito da un’altra vittima in un messaggio audio postato ieri sulle chat interne dei conducenti. L’aggredito ha raccontato una dinamica pressoché identica a quella del raid del 28 febbraio. Stesso punto di partenza: Porta Genova. Stessa destinazione: piazza Abbiategrasso. Stessa arma: grosso coltello, puntato alla gola. Stesso racconto per generare terrore: «Sono stato appena scarcerato: quindici anni fa, ho ammazzato uno con diciotto coltellate...». All’improvviso, il finto cliente ha chiesto di cambiare strada, direzione piazza Tirana: «Mi ha chiesto di entrare in una stradina isolata e mi ha detto “Adesso mi devi aiutare, altrimenti ti ammazzo”». Il malvivente ha preteso l’incasso di giornata, circa 200 euro, e poi ha costretto il tassista a ritirare altri 500 euro al bancomat. Altro particolare comune ai due raid: in entrambi gli episodi, l’uomo ha frugato tra gli effetti personali delle vittime per cercare i documenti d’identità («Ora so chi sei, non azzardarti a fare denuncia»).

Secondo i conducenti, ci sarebbe stata anche una terza rapina, andata in scena poco più di dieci giorni fa in zona Quarto Oggiaro: in questo caso, il rapinatore sarebbe salito a bordo del taxi al posteggio di via Mercato, a due passi da piazza Duomo, e avrebbe minacciato il conducente con una pistola, non si sa se vera o finta. È bene precisare che l’unico blitz di cui abbiamo conferma diretta è quello del 28 febbraio; per gli altri episodi, in assenza di denunce, ci siamo affidati alle ricostruzioni fornite da altri conducenti. Una cosa è certa: ieri il 6969 ha lanciato l’allarme, la preoccupazione c’è eccome tra i tassisti. «Chiediamo incentivi per l’installazione a bordo di telecamere: ne va della nostra sicurezza», l’appello di Gegè Mazza, numero unico del radiotaxi 6969.