Rapinatore in azione
Rapinatore in azione

Milano, 13 marzo 2018 - Arrestato dagli agenti del commissariato Porta Ticinese, a Milano, un 43enne italiano ritenuto responsabile di tre rapine a bar tabacchi della città avvenute ai primi di marzo. L'uomo ha numerosi precedenti non solo per reati contro il patrimonio ma anche per spaccio. 

Il suo modus operandi prevedeva l'uso di una pistola scacciacani con proiettili veri calibro 8 che appoggiava sul bancone per minacciare le vittime. Usava un linguaggio scurrile e violento, aveva delle mani particolarmente grandi che sono state notate nei vari episodi, dal momento che non indossava dei guanti: un paritcolare che si è rivelato decisivo ai fini delle indagini. È stato localizzato in Ripa di Porta Ticinese, presso abitazioni in affitto a degli studenti che sembra lo ospitassero per via della sua attivitá di spaccio al dettaglio. Al momento dell'arresto gli agenti hanno trovato anche la pistola e tutti i capi di vestiario che usava per mascherarsi: scaldacollo, cappello e giubbotto. Era pronto a scappare da Milano verso la Francia e la Spagna, avendo compreso di essere stato individuato dalla Polizia.

Nella prima rapina commessa ai primo di marzo in un bar di via Don Rodrigo aveva rubato 500 euro in contanti e gratta e vinci per un valore 2.000 euro. Il 6 marzo ha poi colpito in viale Famagosta presso un negozio Tigotà e l'8 marzo in via Rimini presso un bar tabaccheria Boomerang da cui ha prelevato oltre 2.000 euro tra contanti e gratta e vinci. 

Il 43enne era già noto agli agenti, l'ultimo arresto risale infatti al 2015, quando lo presero per un furto da 10mila euro in un negozio di abbigliamento. Era anche destinatario di una notifica per la sorveglianza speciale. Non è stato facile individuare l'uomo, la sua residenza ufficiale è infatti ancora il carcere di Pavia, ma i poliziotti sono riusciti a trovare una pista e sabato scorso lo hanno sorpreso a casa di tre studentesse in Ripa di Porta Ticinese. Abitava da loro e in cambio regalava cocaina e hashish. In casa c'erano gli stessi abiti usati durante i colpi. Durante l'arresto ha tentato di prendere la pistola che portava nella cintola, una scacciacani con un proiettile vero nel caricatore. Secondo gli investigatori era pronto a lasciare il Paese, avrebbe raggiunto la Spagna facendo scalo in Francia.