Marvely Perseverance, 30 anni
Marvely Perseverance, 30 anni

Milano, 13 agosto 2019 - «Ho sentito gridare “aiuto”. Poi ho visto una ragazza sola, dolorante, a terra, che mi ha detto di essere stata aggredita e derubata del suo smartphone. Due ragazzi si stavano allontanando e io mi sono lanciato all’inseguimento, senza pensarci». Marvely Perseverance ha 30 anni. Milanese di nazionalità congolese, vive in zona Navigli e lavora come dj.

È grazie a lui se uno dei due rapinatori è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile ieri notte all’una: è Mohamed El Brymy, marocchino di 18 anni, disoccupato e con precedenti per reati contro il patrimonio. «Stavo tornando a casa - racconta Marvely - dopo aver comprato delle patatine fritte e percorrevo il tunnel pedonale che collega la zona di Porta Genova a quella di via Tortona. A un certo punto ho sentito le grida di una ragazza (italiana, di 19 anni, ndr) e mi sono avvicinato a lei: era sola, in via Bobbio, e l’ho soccorsa. Mi ha detto di essere stata picchiata con un pugno al volto, spinta a terra e rapinata dello smarphone. Io ho notato due ragazzi nordafricani che stavano scappando e li ho rincorsi riuscendo a raggiungerli e a bloccarli tra le vie Orseolo e Savona, con una mossa di karate. Non sono un esperto di arti marziali ma ricordo qualche mossa che ho imparato da bambino».

È riuscito a mantenere la presa su entrambi. «Sentivo che parlavano arabo e francese. Io parlo francese e ho detto loro: “Adesso mi dovete dare il telefono”. Loro hanno negato di averlo. Io ho afferrato il mio telefono per chiamare i carabinieri, era poco prima di mezzanotte e mezza, e non sono riuscito a evitare che uno dei due passasse il cellulare all’altro, che si è divincolato ed è scappato. La ragazza in quel momento ci ha raggiunti e ha chiesto al ragazzo che tenevo ancora fermo di restituirle il suo smartphone. In qualche modo pure lui è riuscito a sottrarsi alla mia presa e a fuggire nel parco Solari». All’arrivo del Radiomobile dei carabinieri «sono salito in auto con loro, per perlustrare la zona - continua –. Ho individuato chiaramente l’uomo che era scappato poco prima, in viale Papiniano». E lì sono scattate le manette. La ragazza è stata medicata sul posto. I carabinieri si sono complimentati con lui per il suo coraggio. «Io però non mi sento un eroe - dice Perseverance -: ho fatto ciò che ritenevo più giusto. Mi sono anzi stupito del fatto che nessuno sia intervenuto: la ragazza era sola, per strada, e urlava. Io penso di aver fatto la cosa giusta».