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13 giu 2022

Milano, raid in via Imbonati: ventunenne sfregiato dal rapinatore

L'assalto sull’autobus. Poi il secondo blitz e la fuga della vittima in una scuola: preso l’aggressore

13 giu 2022
nicola palma
Cronaca
L'aggressore è stato arrestato
L'aggressore è stato arrestato
L'aggressore è stato arrestato
L'aggressore è stato arrestato

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Milano - Il doppio raid per rapina. I colpi sferrati all’impazzata con un coccio di bottiglia. La corsa disperata di una delle giovani vittime per cercare riparo in una scuola. L’arresto immediato dell’aggressore. E un ragazzo in ospedale con lesioni permanenti al volto e una prognosi superiore ai 40 giorni. È la sequenza choc andata in scena a metà mattinata di domenica nella zona di piazzale Maciachini. La ricostruzione parte dalla fine.

Sono le 11, siamo nel cortile interno dell’istituto comprensivo Confalonieri di via Crespi, trasformato per l’occasione in una sede di voto per i referendum sulla giustizia: lì c’è un agente, in servizio a presidio del seggio elettorale, che all’improvviso sente urlare ed esce dal passo carraio per capire cosa stia succedendo. C’è un fuggi fuggi generale, qualcuno parla confusamente di un violento litigio. In realtà, non è un litigio, bensì un raid a mano armata. Poco dopo, un diciassettenne entra in corsa a scuola: ha il volto coperto di sangue e uno squarcio dietro l’orecchio, chiede aiuto in lacrime e si volta terrorizzato, come a voler indicare qualcuno che lo sta braccando. Passa qualche secondo, e nell’androne arriva pure l’inseguitore: è un venticinquenne di origine egiziana, irregolare e già noto agli archivi delle forze dell’ordine per reati contro la persona, e non sa che in quell’istituto c’è già la polizia. Gli agenti, che nel frattempo hanno allertato la centrale operativa e richiesto l’invio dei colleghi delle Volanti, lo bloccano subito: anche lui è sporco di sangue, impugna un pezzo di vetro e presenta a sua volta una ferita al volto, che perà gli accertamenti retrodateranno a un paio di giorni prima.

Il minorenne lo addita immediatamente come l’uomo che l’ha aggredito con un coccio per rapinarlo e racconta agli investigatori di essere riuscito a scappare una prima volta, rifugiandosi in una macelleria di via Imbonati, e di essere nuovamente fuggito verso la scuola. Finita? No, perché negli stessi minuti arriva un’altra chiamata al 112 per denunciare un blitz identico, avvenuto prima in ordine cronologico, all’angolo tra via Imbonati e via Monte Genesio. In strada c’è un ventunenne italiano, con diverse ferite da arma da taglio al volto: è stato aggredito dall’egiziano a bordo dell’autobus 70, che per derubarlo lo ha colpito più volte con un coccio di bottiglia. A quel punto, il nordafricano viene arrestato per il doppio tentativo di rapina e per le lesioni provocate ai due ragazzi.

Il più grande dei due ha riportato lesioni che potrebbero causargli danni permanenti al viso, e la prognosi non ha ancora una durata definita: di sicuro sarà superiore ai 40 giorni. Nel caso il quadro clinico dovesse essere confermato, al venticinquenne egiziano verrebbe contestato l’articolo 583 quinques del codice penale, con tutto quel che ne consegue in termini di entità della condanna: "Chiunque cagiona ad alcuno lesione personale dalla quale derivano la deformazione o lo sfregio permanente del viso è punito con la reclusione da otto a quattordici anni". E ancora: "La condanna ovvero l’applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del Codice di procedura penale ( patteggiamento, ndr ) per il reato di cui al presente articolo comporta l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno".

 

 

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