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26 mag 2022

"Quell’opera è un inedito" Il Mibac blinda l’Ecce Puer

Sì alla dichiarazione di interesse storico-artistico del Ministero della Cultura. La scultura in cera nera di Medardo Rosso e l’etichetta della Galleria Milione

26 mag 2022
nicola palma
Cronaca
Il primo «Ecce Puer» fu realizzato da Medardo Rosso a Londra nel 1906
Il primo «Ecce Puer» fu realizzato da Medardo Rosso a Londra nel 1906
Il primo «Ecce Puer» fu realizzato da Medardo Rosso a Londra nel 1906
Il primo «Ecce Puer» fu realizzato da Medardo Rosso a Londra nel 1906

di Nicola Palma Non è tratta dal modello di gesso originale, esposto per la prima volta a Parigi nel 1906 e oggi custodito alla Gam di via Palestro. E non è neppure, come si credeva inizialmente, l’opera che fu commissionata all’artista da Gustavo Sforni nel 1914 a Firenze. E non può essere neanche messo in relazione all’esemplare che fa parte delle collezioni della Galleria di Arte Moderna di Roma. Insomma, quella versione di "Ecce Puer", scultura commissionata a Medardo Rosso da Emile Mond durante il suo soggiorno londinese nel 1906 e raffigurante il volto del figlio Alfred William, è a tutti gli effetti "un inedito", e di conseguenza deve rimanere in Italia. Così hanno deciso ieri i giudici del Consiglio di Stato, che hanno dato il definitivo via libera alla dichiarazione "di interesse storico e culturale particolarmente importante" emanata per decreto il 6 febbraio 2020 dai tecnici del Ministero della Cultura. L’intricata querelle legale, di cui il Giorno si era già occupato poco più di un anno fa, ha inizio il 19 febbraio 2019, quando U.M., allora proprietario della scultura in cera nera realizzata dall’impressionista nato a Torino nel 1858 e morto a Milano nel 1928, chiede all’Ufficio Esportazione di Genova il rilascio dell’attestato di libera circolazione dell’opera "Ecce Puer". Un mese dopo, la Sovrintendenza del capoluogo ligure propone al Mibac l’acquisto coattivo per 200mila euro, fondando la richiesta su una relazione artistica che ne consiglia l’acquisizione per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. A quel punto, U.M. rinuncia al rilascio dell’attestato, "al fine della conseguente estinzione automatica del procedimento di acquisto coattivo" della scultura custodita in uno spazio espositivo capitolino. La procedura non si ferma, anche se nel frattempo l’opera è passata di mano: U.M. l’ha venduta a F.F., residente a Londra, che ne ha disposto il ...

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