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16 giu 2022

Quelle celle facevano gola, i sospetti della funzionaria e il blocco

Il Settore Ambiente del Comune si è accorto di richieste anomale e ha chiesto accertamenti

16 giu 2022

Sarà che Buccinasco ha una storia di infiltrazioni in appalti e cantieri. Sarà che qui un passaggio anomalo, un nome, una richiesta fumosa fanno scattare subito un campanello d’allarme. Sarà, insomma, che Buccinasco, in qualche modo, ha sviluppato degli anticorpi tali da accendere un faro quando si parla di movimento terra. Qui, dove le ‘ndrine dei Barbaro e dei Papalia hanno vomitato i rifiuti, l’attenzione è massima. Per questo, quando la responsabile del Settore Ambiente del Comune ha notato che qualcosa non andava nei subappalti per il riempimento di alcune celle bonificate in via Guido Rossa, ha subito chiesto chiarimenti, impedendo, di fatto, che il lavoro venisse concesso a una delle aziende riconducibili a Pietro Paolo Portolesi. Tra gli appalti a cui puntava anche il riempimento delle celle ripulite dal quartiere Buccinasco Più, via Guido Rossa. Sempre di ‘ndrangheta si parla. Vent’anni fa, i camion dei Barbaro hanno scaricato rifiuti di ogni tipo negli spazi verdi del quartiere, trasformato in seguito al "più importante intervento edile di Buccinasco per un valore di 80 milioni di euro", ricordano le carte delle inchieste che hanno chiarito accordi e operazioni del consorzio responsabile della costruzione. In questi accordi, c’era anche il patto con i Barbaro per gli sversamenti illeciti. Dopo oltre 15 anni dal sequestro di quelle aree, il Comune ha potuto avviare finalmente la bonifica, iniziata quest’anno con il riempimento delle celle.

Proprio su questa operazione le aziende di Portolesi (Medi Opere e Legnano Ecoter) erano state contattate dall’appaltatrice, l’azienda Unieco, per svolgere il lavoro. Ma è qui che interviene la responsabile del Comune che vedendo le richieste sospette di subappalti si relaziona con i carabinieri di Buccinasco guidati dal luogotenente Vincenzo Vullo e iniziano gli approfondimenti. Quelli che sono serviti alla Dia per fare luce sulla gestione di Portolesi e sul tentativo di subentrare nell’appalto.

La responsabile si accorge che qualcosa non quadra, persino gli indirizzi delle aziende non combaciano. I sospetti si fanno concreti e parte la richiesta di chiarimenti alla Unieco, bloccando, di fatto, l’accordo tra l’azienda dell’appalto e quelle finite ora sotto indagine.

Francesca Grillo

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