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14 feb 2022

Melegnano, chiede il Green pass a un cliente: riceve un pugno in faccia

L’aggressione nella filiale Intesa Sanpaolo, segnale del clima di tensione. Da oggi nuovo obbligo: rafforzato al lavoro per over 50

14 feb 2022
giulia bonezzi e andrea gianni
Cronaca
Controlli dei green pass ai professori il primo giorno di scuola al liceo scientifico Alessandro Volta a Milano, 13 settembre 2021.ANSA/MOURAD BALTI TOUATI
Controllo del Green pass
Controlli dei green pass ai professori il primo giorno di scuola al liceo scientifico Alessandro Volta a Milano, 13 settembre 2021.ANSA/MOURAD BALTI TOUATI
Controllo del Green pass

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Melegnano (Milano) - Ha chiesto il Green pass a un cliente entrato negli uffici e, per tutta risposta, ha ricevuto un pugno in faccia. Un dipendente della filiale di Intesa Sanpaolo a Melegnano ieri mattina è finito in ospedale, per il trauma al volto. Un episodio “sentinella” di un clima di tensione crescente.

Nel Milanese sono frequenti litigi in esercizi pubblici legati al Green pass, rifiuti di esibire la certificazione da parte di clienti, accese discussioni e insulti verso chi cerca di far rispettare la normativa anti-Covid, che dal 1° febbraio impone la certificazione “base” (ottenibile anche con un tampone rapido ogni 48 ore, molecolare ogni 72) anche per accedere a uffici, servizi e negozi non di prima necessità. Mai sinora, però, si era arrivati a un’aggressione come quella avvenuta a Melegnano. Che "vede avverarsi i nostri timori – si legge in una nota della Fisac-Cgil di Milano –. Torniamo a insistere affinché le banche adottino misure adeguate a garantire la sicurezza del personale, affidando le mansioni di controllo all’ingresso a personale di guardiania adeguatamente preparato".

Il bancario, che è anche sindacalista della Fisac-Cgil, ha chiesto al cliente di poter controllare il Green pass. L’uomo si è rifiutato e ha reagito colpendolo con un pugno al volto. I carabinieri di Melegnano lo hanno identificato: ha 58 anni ed è emerso che era pure in possesso di un Green pass valido. Il dipendente della filiale di via Roma è stato accompagnato al pronto soccorso di Vizzolo Predabissi e dimesso in giornata con 10 giorni di prognosi. Per il 58enne, una volta presentata querela da parte della vittima, scatterà l’accusa di lesioni.

Intanto da oggi il Super Green pass (ottenibile solo da guariti e vaccinati con durata di sei mesi, illimitata solo per chi ha la dose booster o si è infettato dopo averne avute due) diventa obbligatorio sul luogo di lavoro per gli over 50. Ai datori di lavoro il compito di controllare, pena sanzioni da 400 a mille euro, mentre i lavoratori senza certificato risultano assenti senza retribuzione e se si presentano rischiano multe da 600 a 1.500 euro. È la restrizione più pesante nei confronti degli over 50, per i quali l’obbligo vaccinale (al netto di esenzioni documentate) è scattato l’8 gennaio (fino al 15 giugno), e dal 1° febbraio chi non l’ha rispettato è multabile con cento euro una tantum.

Difficile stimare quanti lombardi rischino da oggi di perdere lo stipendio: a domenica risultavano non aver ricevuto nemmeno una dose di vaccino circa 143 mila cinquanta-sessantenni in base alla platea Istat, circa 258 mila basandosi su quella del commissario all’emergenza. Ma al conto vanno tolti, oltre ai non lavoratori, i guariti dal virus negli ultimi sei mesi. E vanno aggiunti invece i vaccinati da più di sei mesi che non hanno fatto il booster, il cui Supergreen pass è scaduto sempre a meno che, nel frattempo, non abbiano avuto l’infezione. Due settimane fa erano 663mila in Lombardia (di cui oltre 262 mila tra il Milanese e il Lodigiano) le persone di tutte le età con un pass vaccinale potenzialmente scaduto; al netto, di nuovo, dei guariti. 

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