Milano, 7 gennaio 2021 - Proteste degli studenti a Milano contro il rinvio dell'apertura degli istituti scolastici decisa dal governo per l'emergenza coronavirus.

Sbarrato l'ingresso del Provveditorato

Gli studenti della Piattaforma No Dad hanno sbarrato gli ingressi della sede dell'Ufficio scolastico regionale per la Lombardia a Milano, in via Soderini. "Le scelte sul tema della scuola, prese dal governo Conte da marzo ad oggi, hanno condannato l'istruzione pubblica ad uno stato di isolamento, disorganizzazione e continua incertezza", scrivono gli aderenti alla Piattaforma No Dad su Facebook, contrari alla didattica a distanza. "Abbiamo visto per mesi centri commerciali e settori della produzione mai fermarsi (anzi intensificare gli ingressi) e le nostre scuole più chiuse che aperte. Siamo stati abbandonati".  "Voi ci chiudete, noi vi chiudiamo! Il Miur nuoce gravemente alla sicurezza degli studenti", viene scandito dai giovani con slogan e sui cartelli. "Per questa ragione Piattaforma No Dad si trova oggi a bloccare i cancelli del Miur a Milano: per continuare una lotta, per il rispetto del futuro delle nuove generazioni, in cui sono gli studenti a giocare il ruolo più importante". Gli studenti si dicono convinti che "il governo e, in particolare il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, sia inadeguato e incapace di risolvere i problemi dell'istruzione italiana". 

Protesta in piazza Affari

In contemporanea si è tenuto anche un presidio a Piazza Affari a cui hanno partecipato il Collettivo Rebelde Parini e il comitato nazionale Priorità alla Scuola e uno in viale Marche, con lezioni all'aperto davanti all'Istituto Cremona-Zappa. "Siamo stanchi di non essere considerati, come studenti e come persone, e di quanto faccia male psico-fisicamente seguire le lezioni in Dad", ha spiegato il Collettivo Rebelde Parini. Alla manifestazione di ''Priorità alla scuola'' convocata stamattina davanti alla sede della Borsa, hanno partecipato attivisti, studenti, insegnanti e genitori. Tra i cartelli campeggiano le scritte: "Se non funziona la  scuola non funziona la società", recita uno; e un altro: "Ridateci il diritto allo studio".  

Protesta studenti contro la Dad

Presidio a Palazzo Marino

All'ora di pranzo l'attenzione si e' spostata sul presidio - che va avanti ormai da giorni - indetto davanti Palazzo Marino. Studenti e membri del comitato speravano di incontrare il sindaco Giuseppe Sala o gli assessori Marco Granelli e Laura Galimberti: "Con le istituzioni milanesi abbiamo un dialogo costante. Dobbiamo riconoscere che negli ultimi mesi il Comune, insieme a Regione Lombardia e alla Citta' Metropolitana, ha svolto un grandissimo lavoro. Era tutto pronto per far si' che si potesse tornare oggi sui banchi in presenza", ha sottolineato Lisa Jucca, del comitato.  Il 'Patto per la scuola' varato dal Prefetto suggeriva nuovi orari per i negozi e alcune soluzioni per lasciare liberi i mezzi di trasporto negli orari di punta: "Un lavoro totalmente vanificato. Quello dei mezzi - ha aggiunto Jucca- e' un falso problema. Il punto e' che in molti hanno ancora timore di rientrare in classe e chiedono sicurezza al 100%, cosa che in un momento del genere non e' garantibile". Il 'Modello Milano' pensato dalle istituzioni e dalla prefettura aveva tutte le carte in regola per far ripartire la scuola, eppure e' arrivato il nuovo stop. Il comitato ha cosi' pensato di inviare una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Chiediamo coraggio alle istituzioni. Bisogna fare delle scelte. In questo momento sulla scuola c'e' una vera e propria paralisi". 

Girotondo a Palazzo LombardiaGirotondo a Palazzo Lombardia

Molti genitori si sono riuniti nel pomeriggio anche davanti Palazzo Lombardia, dove hanno messo in scena un grande girotondo, sperando di poter incontrare il governatore Attilio Fontana. Dal Pirellone, pero', non si e' presentato nessuno. "I ragazzi devono poter tornare in classe per la loro salute mentale e fisica", ha detto Alessandra Merino, mamma di due adolescenti. I genitori e i ragazzi del comitato 'A scuola' sono esasperati. Chiedono chiarezza e decisioni a lungo termine. Dalla loro parte si schiera il capogruppo regionale del Movimento cinque stelle, Massimo De Rosa: "Gli studenti aspettano risposte e Regione Lombardia dorme, pensando soltanto ai rimpasti".

image