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4 mag 2022

Profughi di guerra, 96 in città "Trend all’insegna della stabilità"

In gran parte sono da parenti o nelle case in cui già lavorava una persona del loro Paese. Il desiderio: tornare in patria

monica autunno
Cronaca
Dati aggiornati parlano di 96 profughi ospitati, per la maggior parte donne e minori
Dati aggiornati parlano di 96 profughi ospitati, per la maggior parte donne e minori
Dati aggiornati parlano di 96 profughi ospitati, per la maggior parte donne e minori

di Monica Autunno

Profughi ucraini in città, da 76 a 96 in poche settimane, "il trend è all’insegna della stabilità e non più dell’impennata, ma anche dell’attesa. La gran parte dei cittadini ucraini che abbiamo in città monitora attentamente l’andamento del conflitto, è in contatto costante con parenti o conoscenti in patria e attende con ansia di poter tornare. È comprensibile". I dati aggiornati della presenza di profughi ucraini in una relazione presentata nell’ultimo consiglio comunale: 96 dunque gli ospitati attualmente, per la maggior parte di sesso femminile e con una importante percentuale di minori: dieci sotto i 5 anni, 15 fra i 6 e i 10, 7 fra gli 11 e i 13, 8 fra i 14 e i 17.

In gran parte i profughi sono alloggiati da parenti, o presso famiglie dove già lavorava una persona di nazionalità ucraina, perlopiù badanti. I dati restano, a grandi linee, invariati rispetto al primo report post emergenziale, alla fine di marzo: 16 le famiglie di origine ucraina residenti in città che hanno accolto famiglie di profughi, perlopiù parenti o amici; 11 i nuclei familiari italiani che hanno accolto familiari di una persona ucraina già conosciuta e convivente, perlopiù una badante; 4 le famiglie gorgonzolesi che stanno ospitando profughi pur non avendo con loro alcun legame preesistente di familiarità o conoscenza, aderendo a un protocollo di accoglienza diffusa. Preziosa l’attività della rete di volontariato attorno alla parrocchia. Nelle scorse settimane dal Comune era partito un appello, quello di procedere a potenziare le iniziative di coinvolgimento. Ma il desiderio di ritorno "è un freno - spiega il sindaco Angelo Stucchi - o comunque un rallentamento. È abbastanza normale: se si desidera molto andarsene, si fa più fatica a lasciarsi coinvolgere".

Fra le iniziative partite, un centro di ascolto per profughi e famiglie ospitanti, frutto di partnership fra Comune e Caritas, operativo tre giorni alla settimana (lunedì e venerdì dalle 9,30 alle 11,30, mercoledì dalle 14,30 alle 16,30) e la distribuzione di generi alimentari. È possibile, tramite la segreteria parrocchiale, versare contributi economici, i dati per i versamenti sono disponibili sul sito.

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