Milano, 2 dicembre 2021 - E' questione di giorni: Milano si prepara alla Prima della Scala, martedì 7 dicembre, giorno di Sant'Ambrogio. In scena un 'Macbeth' dalla lettura 'universala', legato alla contemporaneità di Giuseppe Verdi come a quella attuale, ma senza riferimenti a episodi particolari della storia. 

Prima della Scala, in scena 'Macbeth'

In scena il Macbeth di Giuseppe Verdi, dramma lirico in quattro atti composto nel 1847 su libretto di Francesco Maria Piave ed eseguito per la prima volta al Teatro della Pergola a Firenze nello stesso anno. Con questa nuova produzione del teatro alla Scala il Direttore Musicale Riccardo Chailly chiude il ciclo dedicato alla trilogia giovanile di Giuseppe Verdi dopo 'Giovanna d'Arcoì (messa in scena alla Prima del 2015) e 'Attila' (Prima 2018). Per la prima volta si esegue alla Scala l’opera secondo l’edizione critica curata da David Lawton per Ricordi: l’edizione scelta è quella del 1865, ma nel IV atto è inserita la morte di Macbeth (“Mal per me che m’affidai”) dalla versione del 1847.

Direttore, regia e scenografia

L’orchestra del Teatro alla Scala è diretta da Riccardo Chailly, alla sua ottava inaugurazione, la regia teatrale è di Davide Livermore, al suo quarto spettacolo inaugurale (dopo 'Attila' nel 2018, la 'Tosca' nel 2019 e l'edizione durante la pandemia Covid 'A riveder le stelle'), la scenografia è di Giò Forma, le luci di Antonio Castro, i video curati da D-Wok, le coreografie sono di Daniel Ezralow, i costumi di Gianluca Falaschi. La regia televisiva è di Arnalda Canali.

Il cast

Sarà un cast stellare a inaugurare la stagione scaligera con 'Macbeth'. Il protagonista Luca Salsi, arriva al suo quarto 7 dicembre con Riccardo Chailly dopo Andrea Chénier, Tosca e la serata '… a riveder le stelle'. Artista tra i più affermati a livello internazionale, in particolare nel repertorio verdiano, il baritono parmigiano ha conquistato il pubblico scaligero anche in Ernani e nel corso della Stagione 2021/2022 tornerà come Renato in Un ballo in maschera, sempre diretto dal Chailly. Alla sua quinta inaugurazione scaligera (quarta con Riccardo Chailly), Anna Netrebko sarà la perfida Lady Macbeth mentre Francesco Meli, al quinto 7 dicembre e all'ottavo personaggio verdiano alla Scala, sarà Macduff e Ildar Abdrazakov, al suo quinto 7 dicembre, vestirà i panni di Banco. La parte di Malcolm è breve ma essenziale per la riuscita dell'opera: il 7 dicembre sarà affidata a uno dei tenori emergenti del momento, Iván Ayón Rivas, allievo tra gli altri di Juan Diego Flórez e Ernesto Palacio. La Dama di Lady è Chiara Isotton, che dopo l'Accademia scaligera e il debutto al Piermarini come Sacerdotessa in 'Aida' diretta da Zubin Mehta ha recentemente debuttato come Tosca a Tokyo, Treviso e Piacenza e prossimamente sarà Elisabetta in 'Don Carlo' a Marsiglia. Poi, Medico Andrea Pellegrini; Domestico Leonardo Galeazzi; 1° apparizione Costantino Finucci.  

I brani più celebri

Diversi i brani famosi dell'opera dal preludio a 'Vieni! t'affretta' di Lady Macbeth nel primo atto, passando per 'La luce langue' di Lady Macbeth nel secondo atto, a 'Come dal ciel precipita' di Banco, sempre nel secondo atto al coro delle streghe 'Ondine e Silfidi' nel terzo atto, fino al celebre 'Patria oppressa!' intonata dal coro di profughi scozzesi nel quarto atto, 'Una macchia è qui tuttora' nella scena del sonnambulismo, cantata da Lady Macbeth a 'Pietà, rispetto, amore' di Macbeth. 

L'allestimento 

Frutto del lavoro della squadra artistica guidata dal regista Davide Livermore nella quarta Inaugurazione di Stagione consecutiva, l'allestimento di Macbeth si presenta anche scenicamente come esito e compendio di un percorso al cui centro è il significato del potere, con i suoi spazi monumentali, i suoi simboli, il suo impatto sulle vite dei singoli ma anche con la sua fragilità e il suo inevitabile tramonto. Il trono di Attila, il sadismo annidato nelle stanze fastose di Tosca, lo sgretolarsi dei palazzi rappresentato con impressionante premonizione da Livermore nella Casa Bianca in fiamme, che faceva da sfondo al Credo di Iago nella serata "… a riveder le stelle" poche settimane prima dell'assalto al Campidoglio, si ritrovano in Macbeth in un nuovo contesto. Abbandonato il filtro della rappresentazione in costume, l'allestimento ci parla delle città del nostro tempo, santuari della ricchezza e del dominio eppure fragili ed esposte a oscure minacce. Città le cui prospettive si moltiplicano e si riflettono come nel film "Inception" (Christopher Nolan, 2010), immagini di un inconscio tortuoso, di un io smarrito.  Le scene di Giò Forma mostrano uno skyline che rimanda a quello delle grandi città americane, New York o Chicago, con il loro panorama di grattacieli. Negli interni troviamo la stessa dimensione metropolitana, arricchita di riferimenti ai classici dell'architettura novecentesca, da Frank Lloyd Wright a Ludwig Mies van der Rohe. Tra questi spicca un preciso riferimento a Milano con un omaggio a Piero Portaluppi, che ha segnato il panorama urbano milanese con edifici come il Palazzo della società Buonarroti-Carpaccio-Giotto in Porta Venezia e Villa Necchi Campiglio. Nel 1926 Portaluppi disegnò "Tre case nuove strambe", progetto mai realizzato per l'edifico S.T.T.S. in corso Sempione: nel secondo disegno la facciata è occupata da un colossale labirinto. Questo labirinto torna in diverse dimensioni - architettoniche o decorative - e con molteplici funzioni come Leitmotiv dell'allestimento: affettuoso omaggio alla città e metafora dei tortuosi percorsi della mente dei protagonisti. Nelle sfarzose sale del palazzo di Macbeth e Lady si accumulano i simboli del potere, di cui fanno parte ricche collezioni d'arte, spesso con allusioni e omaggi ad artisti reali. Tra questi campeggia la statua di una pantera in cui si riflette la natura ferina di Lady.  Milano non è solo nell'architettura ma anche nella moda: Gianluca Falaschi evita ogni citazione testuale ma ripercorre gusti e tendenze della creatività milanese degli ultimi decenni disegnando creazioni eleganti e lussuose per la corte in netto contrasto con la monocromia della folla, vestita di abiti diversi per foggia e tonalità su una stessa tinta di base. In Macbeth torneranno i riferimenti cinematografici ma ibridati con l'estetica e i linguaggi del gaming, sempre più pervasivi nella creatività del nostro tempo. Proprio con un software di gaming Paolo Gep Cucco di D-Wok ha realizzato le scenografie digitali delle prime scene.

'Macbeth', la trama

La tragedia, in 4 atti, è ambientata in Scozia nell'XI secolo, dove Macbeth e Banco sono di ritorno da una battaglia contro i rivoltosi. Incontrano alcune streghe che fanno loro una profezia: Macbeth sarà signore di Cawdor e in seguito re di Scozia, mentre la progenie di Banco salirà al trono. Parte della profezia si avvera subito. Giunge infatti un messaggero che comunica a Macbeth che re Duncano gli ha concesso la signoria di Cawdor. Venuta a conoscenza della profezia delle streghe, l'ambiziosa Lady Macbeth incita il marito a uccidere il re. Del delitto viene incolpato il figlio di Duncano, Malcolm, che si trova costretto a fuggire in Inghilterra. Ora che Macbeth è re di Scozia, la moglie lo convince a liquidare Banco e soprattutto il figlio di costui, Fleanzio, nel timore che si avveri la seconda parte della profezia. I sicari di Macbeth assassinano Banco in un agguato, ma Fleanzio riesce a fuggire. Durante un banchetto a corte, Macbeth è terrorizzato dall'apparizione del fantasma di Banco. Inquieto, Macbeth torna dalle streghe per interrogarle. Il verdetto è oscuro: egli resterà signore di Scozia fino a quando la foresta di Birnam non gli muoverà contro, e nessun "nato di donna" potrà nuocergli. Lady Macbeth, intanto, lo incita a uccidere la moglie e i figli del nobile profugo Macduff che, insieme a Malcolm, sta radunando in Inghilterra un esercito per muovere contro Macbeth. L'esercito invasore giunge segretamente al comando di Malcolm e Macduff. Giunti nei pressi della foresta di Birnam, i soldati raccolgono i rami degli alberi e con questi avanzano mimetizzati dando l'impressione che l'intera foresta si avanzi (come nella profezia). Lady Macbeth, nel sonno, è sopraffatta dal rimorso e muore nel delirio. Macbeth, rimasto solo, fronteggia l'invasore, ma è ucciso in duello da Macduff, l'uomo che, venuto al mondo con una sorta di parto cesareo, avvera la seconda parte del vaticinio ("nessun nato di donna ti nuoce"). 

'Macbeth' "universale"

Ne verrà fuori un Macbeth "universale", distopico e onirico, che narrerà in maniera "contemporanea" il dramma dell’ambizione politica a tutti i costi e "dei rischi della gestione del potere con sangue e soprusi", ha detto il regista Davide Livermore. Il racconto della catastrofe di una società, senza riferimenti a episodi particolari della Storia, nemmeno di quella attuale, ha messo le mani avanti Livermore, "perché noi non facciamo cronaca, non facciamo il tg, noi facciamo arte. E quello che abbiamo messo in scena è semplicemente il Macbeth raccontato spogliandoci da quelli che potrebbero essere i pudori ottocenteschi".

Quando, come e dove vedere l'opera

Martedì 7 dicembre ci sarà una diretta esclusiva dalle 17.45 su Rai 1, Rai 1 HD (501), Rai Radio 3 e su RaiPlay, dove sarà disponibile per 15 giorni dopo la prima. A introdurre la Prima e a commentarla nei suoi intervalli ci saranno su Rai 1 Milly Carlucci e Bruno Vespa, con collegamenti di Stefania Battistini dal foyer. Per Radio3 seguiranno la diretta Gaia Varon e Nicola Pedone. L’opera sarà sottotitolata ed è prevista anche l’audiodescrizione in diretta, realizzata da Rai Pubblica Utilità – Accessibilità, attivabile dal televisore sul canale audio dedicato e fruibile anche in streaming su RaiPlay. La prima della Scala potrà essere seguita anche sui canali televisivi Arte (Francia), ZDF (Germania), RPT (Portogallo), RSI (Svizzera), CESKA TELEVIZE (Repubblica Ceca), ACTION 24 (Grecia) e MTVA (Ungheria). Sarà inoltre trasmessa in differita in Giappone dalla tv pubblica NHK, in Corea da IL MEDIA e in Russia da TV Kultura.

Grazie all’iniziativa sociale del Comune di Milano ‘Prima Diffusa’, si potrà seguire l’opera in 40 sedi sul territorio milanese e sul maxischermo nella Galleria Vittorio Emanuele II. Rai Com distribuisce l’opera live in oltre 30 cinema italiani e anche in diverse sale di Spagna, Norvegia, Finlandia, Svizzera, Polonia, Olanda e Gran Bretagna. L’opera verrà replicata in differita nelle sale di Australia, sud America, Russia, Belgio, Francia.

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Produzione e regia tv

Le riprese audio e video dello spettacolo sono curate, come sempre, dal Centro di Produzione Tv Rai di Milano: in campo 13 telecamere in alta definizione, 45 microfoni nella buca d’orchestra e in palcoscenico, 11 radiomicrofoni dedicati ai solisti che serviranno per la trasmissione stereofonica e per la radiocronaca in diretta in onda su Radio3, con audio surround per le sale cinematografiche e per la Tv. Uno staff di 50 persone tra cameraman, microfonisti, tecnici audio e video sarà impegnato per le oltre tre ore di trasmissione. La regia televisiva avrà spunti di 'realtà aumentata', rispetto a quella teatrale: "Sentiamo questa responsabilità - ha detto il regista Livermore - di parlare, oltre che alle migliaia di spettatori in sala (nelle diverse repliche) ai milioni di telespettatori che vedranno questo Macbeth in tutto il mondo. In Tv cambia il punto di vista, che entra nelle pieghe della scena e non solo. In particolare, tre piccole inquadrature, ma significative, si vedranno solo a casa e non si vedranno inscena. Ma non sono dei video. Significa aumentare quella che è la visione della scena. Cioè noi, allargando l'immagine dal palcoscenico vedremmo i palchi, invece in Tv si vedrà un proseguimento di scenografia, che sarà impostata virtualmente".