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15 mar 2022

Post scuola Milano, Sala: spero ripristino da fine marzo

Il sindaco di Milano: "Sono ottimista, alla fine dello stato di emergenza penso che potremo tornare allo stato di prima"

Ex ad della giunta Moratti di centrodestra, commissario Expò, ingegnere. E' il superfavorito della corsa di Milano. Fortemente voluto da Renzi, che ha pressato a lungo su di lui per fargli sciogliere dubbi e riserve, gode del consenso di tutto il Pd ufficiale, renziano e non (la corrente riformista che fa capo al ministro all'Agricoltura, il lombardo Maurizio Martina, in testa, gli ex penatiani di Matteo Mauri, la ex sinistra di Franco Mirabelli, etc.), di quasi tutti gli assessori della giunta Pisapia, che si sono schierati in blocco per lui, di praticamente tutti i parlamentari dem lombardi, ma anche di grandi pezzi di mondo degli affari, salotti buoni, ambienti benpensanti e settori moderati di Ncd, Udc, Ala (Verdini) e, persino, di Cl che andrà in massa a votare per lui. Nonostante l'ostilità di giornali come il Fatto quotidiano e di ambienti radical chic della sinistra, è lui il candidato super-favorito: una sua sconfitta sarebbe disastrosa sia per lui che per Renzi.
Giuseppe Sala

Milano - "Io sono positivo, ottimista, alla fine dello stato di emergenza penso che potremo tornare allo stato di prima, al netto che bisogna vedere come vanno i contagi, ma faremo il possibile". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando della possibilità di ripristinare il servizio di post scuola negli asili e nei nidi comunali, che è stato sospeso a causa della situazione pandemica. "Io capisco le lamentele delle famiglie. Adesso ci stiamo lavorando perché a fine marzo finisce l'emergenza e vediamo se a quel punto potremo tornare - ha aggiunto a margine dell'evento di presentazione della seconda edizione degli Stati Generali della Natalità, 'Dalle culle vuote alla ripartenza del Paese' - . Io voglio dire alle famiglie due cose precise: la nostra non è nemmeno una scelta, non è che abbiamo scelto di operare in quel modo sul doposcuola, è quasi un obbligo. Tutte le famiglie hanno contagiati, che quindi stanno a casa, lo stesso è per noi con gli educatori. L'altra cosa è che in stato di emergenza, secondo le regole del governo, non si potevano creare insiemi di classi, e quindi ogni classe è una bolla. Queste due cose insieme tecnicamente non ci permettevano di fare il dopo scuola". .

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