Milano, 28 novembre 2017 - Un parco lineare lungo il decumano, un distretto concepito sulla base della mobilità driverless, e l'integrazione tra funzioni pubbliche e private. Sono queste i punti cardine della proposta di masterplan per l'ex sito di Expo presentata questa mattina nell'auditorium di Cascina Triulza a Milano. Sui terreni di proprietà di Arexpo e concessi in gestione per 99 anni al consorzio guidato dall'austrialiana LendLease sorgerà un parco della scienza, del sapere e dell'innovazione. A Nord saranno collocate le funzioni pubbliche (le facoltà scientifiche dell'Università Statale, il nuovo ospedale Galeazzi e lo Human Technopole), a sud quelle private. Ma la parola d'ordine è la contaminazione.

"Abbiamo ragionato di usare il decumano come asse della nuova città portando il verde dove prima c'era l'asfalto" ha esordito Carlo Ratti, architetto titolare dello studio che ha realizzato il masterplan parlando  del parco lineare di oltre 1,5 chilometri che collegherà tutti gli edifici del nuovo quartiere. "Sarà uno tra i maggiori parchi lineari d'Europa. A questo si aggiunge l'idea del common ground:"il modo in cui si lavora oggi - ha detto ancora Ratti - è diverso rispetto al passato. Oggi possiamo lavorare dappertutto, e quindi il motivo per cui si va al lavoro è legato all'incontrarsi".

Da qui l'idea di dedicare il piano terra di tutti gli edifici, anche quelli privati, che sorgeranno sull'area a funzioni pubbliche, tra negozi, orti, giardini e laboratori. Tra le novità, anche il fatto che l'intero distretto sarà progettato a misura di veicoli senza guidatore, per aumentare l'efficienza del sistema mobilità che oggi "è di circa il 2% perché l'auto si usa solo per un tempo limitato e poi rimane parcheggiata occupando il suolo pubblico", ha sottolineato Ratti per il quale  Milano fonde in sé "la città medievale, quella ottocentesca con i grandi viali e quella contemporanea con quartieri come porta nuova e city life".

Nella progettazione del nuovo distretto "abbiamo cercato di riprendere i tre punti". Per Andrea Ruckstuhl, amministratore delegato di Lendlease Italia, si tratta di "un progetto che entrerà a pura maturazione in 10-15 anni e che creerà valore nel lungo periodo. Noi portiamo il capitale e l'esperienza, ma tutti i servizi e la progettazione li acquisteremo sul territorio con la logica del chilometro zero".