Humanitas
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Milano, 28 luglio 2017 - Non c'è solo la Rai e il suo nuovo centro di produzione tra le ipotesi per la riconversione dello storico padiglione 1-2 della Fiera di Milano, dismesso da tempo. Sull’area del Portello potrebbe anche nascere un nuovo presidio sanitario, sotto l’egida dell’Ospedale Humanitas. Un’ipotesi che come tale va presa. Il padiglione in questione è infatti al centro di contenzioso legale tra la proprietà, vale a dire Fondazione Fiera, e la società che si è aggiudicata la gara per riqualificarlo in sostituzione del Milan, vale a dire la Vitali Spa. Questa, come noto, avrebbe voluto realizzare il progetto «Milano Alta», un progetto che, si badi, contemplava anche un presidio sanitario che potesse tornare utile al quartiere.

Dopo essersi vicendevolmente citate in giudizio, le parti stanno cercando una conciliazione amichevole per chiudere il caso. Una strada di cui si è discusso anche ieri per sanare le ostilità è la messa a disposizione della Vitali Spa, da parte di Fondazione Fiera, di un’area di 15mila metri quadrati nella quale dar corso ai contratti nel frattempo siglati dalla stessa Spa con alcuni operatori per il loro insediamento al Portello. Tra questi, come già riportato, i tedeschi di Motel One, catena alberghiera che in Germania sta riscuotendo successo e che a Milano aprirebbe il primo avamposto italiano. Tra le realtà con le quali il Gruppo Vitali ha siglato accordi o contratti non c’è Humanitas.

Ma attenzione: solo mercoledì, a margine dell’ultima commissione comunale tenutasi sul caso Portello, Paolo Lombardi, direttore generale di Fondazione Fiera, ha fatto sapere che tra le realtà che hanno manifestato interesse per il padiglione 1-2 c’è anche un’azienda ospedaliera, non meglio qualificata dallo stesso Lombardi. A domanda diretta, da Humanitas ieri hanno fatto sapere che «ci sono stati contatti per l’area del Portello con Vitali Spa» e che, al momento, «non ci sono ulteriori sviluppi». Del resto è normale non ce ne siano stati: qualunque scenario potrà prendere corpo soltanto una volta chiusosi, in un senso o nell’altro, il tentativo di conciliazione tra Fondazione Fiera e i costruttori bergamaschi. Il gruppo di Gianfelice Rocca sta quindi alla finestra. In quel rebus che risponde al nome di Portello, le opzioni sembrano essere due: il padiglione dismesso, come detto, o, forse l’“area di compensazione”, quella da 15mila metri quadrati appena offerti ai fratelli Vitali. Si vedrà. Quanto alla Rai, la Fondazione attende passi. Difficili arrivino prima di settembre. Certo è che tra un anno gli studi di via Mecenate non potranno più essere usati dalla televisione di Stato perché in scadenza d’affitto. Da qui l’ipotesi Portello. Il padiglione è tra l’altro vicino alla storica sede Rai di corso Sempione.

giambattista.anastasio@ilgiorno.net