La protesta contro la chiusura del ponte firmata dall'artista Carlo Cecaro (NewPress)
La protesta contro la chiusura del ponte firmata dall'artista Carlo Cecaro (NewPress)

Milano, 3 ottorbe 2019 - Quel ponte verde scuro, di ferro, inutilizzato, «sembra quasi piangere». Vuoto, «pare senza anima», a riposo forzato dopo oltre un secolo di vita. Siamo tra il piazzale di Porta Genova e via Tortona, ai piedi del sovrappasso pedonale che sovrasta i binari della ferrovia, off limits da tre anni per problemi strutturali. Ma coloro che con amore lo avevano reso galleria a cielo aperto, ribattezzandolo «Ponte degli artisti» e creando un’associazione che aveva come fulcro proprio quella passerella sospesa nell’aria, non ci stanno a vederlo così.

E si fanno sentire come meglio sanno fare: con un’installazione diffusa, per chiedere di mettere in sicurezza e riaprire quello spazio. Così la parete di ferro che sbarra il passaggio della scaletta dal lato di via Tortona è diventata un quadro di fogli colorati, tutti con la scritta «Domandasi», che richiama i cartelli di «affittasi» o «vendesi». La domanda: «Perché non riapre il ponte degli artisti?», diffusa in mille versioni. Artefice dell’incursione artistica è Carlo Cecaro, che ha promosso la «cartellomania» ed è tra i fondatori dell’Associazione Il Ponte degli artisti, nata nel 2013. Tra le domande che spiccano: «Chi può e vuole aiutarci per far riaprire il ponte verde, detto anche ponte degli artisti?», «Se il ponte è pericolante, perché i treni parcheggiano sotto? E perché si lascia che i senzatetto ci dormano?». A supportare l’installazione c’è Artupia, una piattaforma che utilizza le tecnologie per fornire opere d’arte a persone e aziende e in occasione di eventi. «Usare l’arte per diffondere la volontà di riaprire il ponte degli artisti mi è sembrata una idea splendida», spiega il fondatore Marco Mura. E diversi commercianti di via Tortona hanno sposato l’idea ospitando nelle loro vetrine i cartelli. «Siamo fiduciosi, il ponte tornerà. Ci era stato promesso», sottolinea Silvana Nucera, titolare della tintoria che esiste da più di mezzo secolo. Al suo fianco il barista Stefano Coladonato e Valeria Terni di Bottegatre.

A cucire il quartiere, da febbraio 2017, c’è il «Passaggio Biki» la passerella ciclopedonale che ricongiunge Porta Genova a via Tortona, intitolata alla stilista milanese Elvira Leonardi Bouyeure. Un’apertura che ha reso più agevole attraversare, soprattutto per chi ha carrozzine o biciclette. «Ma il ponte verde deve rivivere», insistono artisti e commercianti. La strada però sarà lunga: gli uffici del Comune spiegano che gli interventi di manutenzione da realizzare sono ancora in fase di valutazione. Intanto si pensa al prossimo attacco d’arte: «Lanceremo il nostro messaggio – annuncia Carlo Cecaro – sui muri liberi».