Il tribunale di Milano
Il tribunale di Milano

Milano, 6 dicembre 2018 - Le motivazioni, attese da 2 anni, della sentenza del processo cosiddetto 'Pirelli bis' per morti causate, secondo l'accusa, dall'amianto, "saranno depositate entro gennaio". Lo ha assicurato il presidente del Tribunale di Milano Roberto Bichi, spiegando di aver contattato l'ex presidente della quinta sezione penale, Anna Maria Gatto, che le sta scrivendo e chiarendo che "il motivo del ritardo è collegato al trasferimento a Pavia", come presidente del Tribunale, del magistrato, ai molti "impegni" per riorganizzare quel Tribunale e anche a problemi personali. Bichi ha evidenziato il "lodevole impegno" del giudice che, sebbene fosse stata già applicata come presidente a Pavia quando era ancora in corso il dibattimento, ha deciso di portare a termine il processo, e ha spiegato che Gatto "sta lavorando anche il sabato e la domenica" per completare le motivazioni e depositarle, "consapevole della situazione che si è creata".

Nella sentenza del 19 dicembre 2016il Tribunale di Milano ha assolto 9 ex manager Pirelli per 28 casi di operai morti o ammalati, dopo aver lavorato negli stabilimenti milanesi dell'azienda tra gli anni '70 e '80. Ma le motivazioni avrebbero dovuto essere depositate dopo 90 giorni (i termini sono stati poi prorogati più volte). Ora, dopo due anni, il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro, Medicina Democratica e l'Associazione italiana esposti amianto ha inviato in una segnalazione ai vertici del Tribunale, spiegando che la prescrizione corre e che non possono impugnare.

Le tre associazioni hanno deciso di depositare "una segnalazione" al presidente del Tribunale milanese Roberto Bichi e al presidente della quinta sezione penale Ambrogio Moccia (Anna Maria Gatto è ora presidente del Tribunale di Pavia), per denunciare "un grave nocumento per le parti civili rappresentate dall'avvocato Laura Mara". Con il tempo, scrivono, "la prescrizione corre con grave danno per le parti civili" e "le vittime e le loro associazioni senza le motivazioni della sentenza non possono neanche presentare appello", mentre "non si ferma la conta dei morti fra chi ha lavorato alla Pirelli, in attesa di una giustizia che non arriva mai, altri ex lavoratori continuano ad ammalarsi e morire". Per questo le associazioni "chiedono all'Autorità Giudiziaria di assumere i provvedimenti riguardo al caso in esame, riservandosi di intraprendere iniziative di lotta contro il persistere di questa malagiustizia che rappresenta un affronto a chi aspetta giustizia". Il legale Laura Mara ha chiarito che le ragioni del lunghissimo ritardo nel deposito delle motivazioni "sono a noi ignote".

A Milano, nel frattempo, negli ultimi processi sull' amianto con imputati ex manager di aziende sono sempre arrivate assoluzioni. "Continueremo a lottare - si legge ancora nella nota delle associazioni - anche nelle aule del Tribunale, nelle piazze, nel territorio e sui luoghi di lavoro finché le vittime e i loro famigliari non avranno avuto giustizia".