I rilievi sul carrello del treno deragliato

Milano, 12 maggio 2018 - Carrelli e ruote al microscopio. Ieri è iniziata la fase degli accertamenti «non ripetibili» su quel che resta del convoglio 10452 Cremona-Milano che lo scorso 25 gennaio deragliò nei pressi della stazione di Pioltello causando tre morti e cinquanta feriti. Presenti anche i consulenti di indagati e persone offese, oltre agli esperti indicati dalla Procura. Le operazioni sono iniziate in mattinata dai reperti delle prime carrozze, in realtà quelle rimaste nei binari. Le analisi decisive sui carrelli del terzo vagone, il primo a deragliare, e sul giunto con problemi di manutenzione collocato nel cosiddetto “punto zero” dove si staccò un pezzo di rotaia - probabile causa del disastro - verranno fissate nei prossimi giorni e potrebbero essere effettuate non prima di giugno. Gli accertamenti tecnici, con misurazioni specifiche e complesse sulle ruote dei due carrelli della prima carrozza e di un carrello della seconda, sono iniziati in mattinata nelle officine Trenord nello scalo Milano Fiorenza di via Triboniano e proseguiranno, con analisi su carrelli anche di altri vagoni (escluso il terzo), almeno fino a lunedì. Per facilitare il lavoro degli inquirenti, l’azienda trasporti ha noleggiato due gru e messo a disposizione due squadre di operai specializzati oltre ai sofisticati strumenti di misurazione.

Quasi impietoso il confronto con l’assistenza offerta invece da Rete ferroviaria italiana (Rfi) responsabile della manutenzione dei binari, visto che nell’hangar di Greco dove sono stati trasferiti i pezzi di rotaia da analizzare la pioggia entra copiosa dal tetto e ha reso necessario un trasloco dei reperti ad altra sede che dovrebbe avvenire a giorni. «Prima che del “punto zero” resti solo un ammasso di ruggine», lamentano in ambienti investigativi. Le verifiche sui carrelli delle carrozze, intanto, puntano ad accertare se le ruote fossero o meno “ovalizzate”, in parole povere usurate, anche se su questo fronte le analisi più utili saranno quelle sui carrelli del terzo vagone, primo a deragliare. Stando alle prime indiscrezioni, nulla di rilevante per le indagini sarebbe fino a ieri sera emerso dai primi accertamenti.

Un gruppo di lavoro allargato, quello all’opera da ieri. C’erano gli ingegneri Roberto Lucani e Fabrizio D’Errico, nominati per la super consulenza dall’aggiunto Tiziana Siciliano e dai pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, gli agenti della Polfer e della polizia scientifica, oltre a numerosi consulenti delle difese e dei legali dei familiari delle vittime e di quelli dei passeggeri che hanno subito lesioni (una cinquantina in totale le persone offese). Al momento sono sempre otto le persone indagate per disastro ferroviario colposo: due manager e quattro tecnici di Rete ferroviaria italiana (Rfi) e due manager di Trenord, in più le due società. Nelle prossime settimane saranno fissate le date per le analisi più importanti sui carrelli della terza carrozza, a bordo della quale viaggiavano le tre passeggere morte, e sul giunto in cattivo stato che aveva sotto una «zeppa» di legno tampone. Finora, infatti, le indagini hanno accertato una serie di carenze di manutenzione di una rotaia e la probabile causa del deragliamento proprio nella rottura del binario con il distacco di un pezzo da 23 centimetri.