Luca Bonomi
Luca Bonomi

Milano, 9 gennaio 2017 - Accerchiato e aggredito da una baby gang di sudamericani «per aver detto loro di rispettare le regole del parco». Lo racconta Luca Bonomi, 52 anni, che si occupa della manutenzione dell’area verde di piazzale Accursio, alla periferia nord ovest di Milano.

I fatti nell’ottobre del 2016. «Ma non ho ancora superato il trauma - racconta -. Peraltro, questo non è stato un episodio isolato: ogni giorno ho a che fare con incivili». E da quando è stato aggredito tiene in tasca lo spray al peperoncino «perché non si sa mai». La vicenda non si è ancora conclusa: quel giorno, i ragazzi erano stati bloccati e identificati dalla polizia e ora il pubblico ministero ha disposto la citazione di una 19enne davanti al Giudice di pace perché «in concorso con altri soggetti minori cagionava a Luca Bonomi, colpendolo violentemente con pugni all’occhio destro, lesioni personali», in particolare «trauma facciale». L'udienza è fissata per il prossimo 26 marzo. L’aggressione risale all’8 ottobre del 2016. «Erano le 10.30 e stavo entrando nella struttura di accesso ai box sotterranei - racconta Bonomi - quando ho notato un ragazzo sudamericano che mi seguiva. Gli ho chiesto perché volesse entrare, lui mi ha risposto che voleva dormire lì sotto. L’ho invitato ad accomodarsi su una panchina del parco, poi mi sono accorto che a pochi metri c’erano altri ragazzi, sempre sudamericani, uno dei quali era intento a urinare. L’ho rimproverato. Lui allora mi ha risposto in malo modo, mi ha spintonato, poi ha buttato a terra i miei occhiali e le chiavi della macchina. Mi sono trovato accerchiato dalla gang: tre ragazzi e due ragazze. Una delle due mi ha sferrato due pugni all’occhio destro». Cinque i giorni di prognosi «ma ho avuto delle ripercussioni che tuttora ostacolano la mia quotidianità». L’oculista che lo ha visitato a poco più di un mese dall’aggressione ha riscontrato «perdita del 3-4% dell’efficienza psicofisica». «Nei mesi scorsi - conclude l’uomo - sono stato anche minacciato da un altro ragazzo. L’ho sgridato perché fumava seduto su una giostrina».