A Un immigrato in attesa del suo turno per chiedere il permesso di soggiorno
A Un immigrato in attesa del suo turno per chiedere il permesso di soggiorno

San Donato Milanese (Milano), 10 settenbre 2019 - Condannato per violenza domestica, un cittadino extracomunitario si è visto rigettare per due volte il rinnovo del permesso di soggiorno. Ma ha impugnato il provvedimento e il Tar gli ha dato ragione, condannando il Viminale al pagamento «delle spese di lite». A convincere giudici una valutazione scritta due anni fa dall’assistente sociale del Comune di San Donato, nella quale «emergerebbe l’affidabilità e la piena integrazione sociale e lavorativa del ricorrente». La sentenza riguarda uno straniero a cui era stato negato il rinnovo del permesso di soggiorno (nel 2017 e poi nel 2019) e a cui era stato intimato di lasciare l’Italia entro 15 giorni. La Questura di Milano aveva rigettato la richiesta dell’uomo «in ragione sostanzialmente della condanna subita» nel 2014 per «violenza domestica» ai danni della moglie.

Tuttavia, secondo il Tribunale amministrativo, l’amministrazione aveva preso la decisione «senza attendere» il procedimento di riabilitazione «attivato dal ricorrente». E non tenendo conto della relazione dell’assistente sociale di San Donato che seguiva il caso. «Non conosco i dettagli della vicenda, ma sono certo che l’assistente sociale abbia fatto una valutazione fondata - commenta il sindaco di San Donato, Andrea Checchi -, altrimenti l’esito sarebbe stato diverso. Cercherò di approfondire, ma confermo la mia fiducia in quanto detto e scritto dalla nostra assistente sociale». Tra gli elementi a favore del cittadino il Tar individua: «Il provvedimento di riabilitazione» emanato dal Tribunale di sorveglianza; la cessazione del rapporto con la moglie; «il pieno inserimento sociale e lavorativo» come operatore professionale per l’assistenza ai disabili e agli anziani, oltre alla collaborazione con un’associazione musicale per l’insegnamento di danze e percussioni africane; «il lusinghiero giudizio sulla sua indole e sul suo grado di integrazione, espresso dall’assistente sociale di San Donato».