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29 mag 2022

Da Milano a Firenze ancora guai per Pereira, sovrintendente del Maggio

L’austriaco nella bufera per le "spese pazze" con la carta aziendale del Maggio. I precedenti scaligeri tra Salisburgo e Arabia Saudita

29 mag 2022
nicola palma
Cronaca
PRESSPHOTO Firenze  Presentazione del maestro Daniele Gatti come direttore principale del Maggio Musicale Fiorentino. Nella foto il sovrintendente Alexander Pereira e Dario Nardella. Foto Marco Mori/New Press Photo
Il sovrintendente Alexander Pereira
PRESSPHOTO Firenze  Presentazione del maestro Daniele Gatti come direttore principale del Maggio Musicale Fiorentino. Nella foto il sovrintendente Alexander Pereira e Dario Nardella. Foto Marco Mori/New Press Photo
Il sovrintendente Alexander Pereira

Milano - A Milano le polemiche erano iniziate prima del suo arrivo, tanto da metterne pesantemente in discussione la nomina a sovrintendente della Scala. E pure il suo addio era stato segnato dalla bufera sui 15 milioni di euro in arrivo dall’Arabia Saudita, contropartita di una collaborazione che avrebbe portato un esponente del governo di Ryad nel Cda di via Filodrammatici. Tutti ricordano come andò a finire: il board presieduto dal sindaco Giuseppe Sala bocciò il piano e confermò il manager fino alla scadenza naturale del mandato, fiaccandone però le velleità di un rinnovo quinquennale. Poco male per Alexander Pereira, uomo dalle mille risorse e dai mille contatti, noto e stimato nell’ambiente soprattutto per la sua capacità di reperire fondi da finanziatori privati. Nessuno si sorprese, nell’autunno del 2019, quando, prima ancora di terminare il mandato al Piermarini, l’ineffabile austriaco trovò subito un nuovo teatro da dirigere: il Maggio Musicale Fiorentino. A due anni dall’insediamento, ecco (puntuale, sussurrano i detrattori) la nuova querelle, scatenata da due interrogazioni di Fratelli d’Italia: domani il viennese dovrà presentarsi davanti ai consiglieri comunali della Commissione Controllo di Palazzo Vecchio per giustificare le cene al ristorante, i conti dal pescivendolo, dal macellaio e dall’ortolano e in generale i 60mila euro spesi nel 2021 con la carta di credito aziendale. Spese su cui la Corte dei Conti ha aperto un fascicolo esplorativo. "Non è un segreto per nessuno che io ami cucinare e ospitare a casa mia – ha replicato il diretto interessato –. Di tanto in tanto mi metto ai fornelli, proprio per spirito conviviale, per ospitare sia i finanziatori sia gli artisti, spesso gli uni e gli altri assieme in un clima amichevole, rilassato e discreto. Saltuariamente e con gioia e piacere, succede che io prepari per loro piatti con i prodotti presi alla bottega ...

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