Perché gli infermieri scappano: "Pochi, vecchi e pagati male. Subito borse di studio e Welfare"

L’allarme di Ordine, Società e dei sindacati confederali alla Commissione Sanità del Pirellone "In tre anni 400 dalla Lombardia alla Svizzera, i neolaureati non compenseranno i pensionati" .

Perché gli infermieri scappano: "Pochi, vecchi e pagati male. Subito borse di studio e Welfare"

Perché gli infermieri scappano: "Pochi, vecchi e pagati male. Subito borse di studio e Welfare"

In Lombardia mancano quasi 2.300 infermieri (diecimila in tutta Italia) solo per far funzionare la nuova sanità territoriale finanziata dal Pnrr, Case e Ospedali di comunità che rischiano di restare vuoti, rimpiazzare i 2.100 che andranno in pensione a 65 anni e i 1.500 che lavorano all’estero, al netto dei 3.600 ingressi di neolaureati. I dati dell’Agenas perimetrano il quadro desolante dipinto dai rappresentanti dell’Opi (l’Ordine) e della Sidmi (la Società italiana per la direzione e il management) delle Professioni infermieristiche e dei sindacati confederali (Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp) della Lombardia, ascoltati dalla Commissione Sanità del Pirellone in un primo round d’audizioni (che continuano giovedì 28).

I rappresentanti dei quarantunmila infermieri lombardi chiedono alla Regione borse di studio e misure di welfare per una categoria che in Italia ha stipendi (1.780 euro) tra i più bassi dell’Unione europea e inferiori del 23% alla media dell’Ocse. Che innescano la fuga all’estero: secondo il vicecoordinatore regionale dell’Opi Aurelio Filippini "sei-settemila" infermieri lombardi lavorano fuori Italia, e negli ultimi tre anni "400", riferisce il Pirellone, sono passati alla Svizzera dove possono arrivare a cinquemila euro al mese. A scàpito delle piante organiche delle aziende sanitarie delle province di confine, Varese, Lecco, Como e Sondrio. Conferma il consigliere varesino della Lega Emanuele Monti, e s’impegna a lavorare anche su "un Welfare per le fasce di confine", ma il problema del turn over è generale: in Lombardia, spiega Filippini, andranno in pensione tremila infermieri nei prossimi anni, e i neolaureati non saranno più di duemila. La Lombardia, aggiunge Giuseppe Negrini della Sidmi, è la regione con più infermieri sopra i 58 anni, in un’Italia in cui l’età media della categoria supera i 52 anni e intanto "gli iscritti, neanche immatricolati, ai corsi di laurea sono calati del 10%", aggiunge Stefania Pace dell’Opi. Ai diecimila pensionamenti previsti nel breve in Italia si fa fronte con tredicimila infermieri stranieri, ma per l’Opi la mancata iscrizione all’Ordine impedisce di verificarne conoscenza dell’italiano e competenze.

"Il futuro della presenza infermieristica in Lombardia è un problema urgentissimo e molto grave", osserva la consigliera dem Carmela Rozza, insistendo su borse di studio, incentivi e sulla proposta di legge di cui è prima firmataria per istituire la figura del direttore assistenziale, aperta anche agli infermieri. In Lombardia, calcola Nicola Di Marco dei 5 Stelle, "ne servirebbero altri 33 mila, siamo sotto la media nazionale. Gli infermieri scappano perché non riescono a pagare l’affitto in aree come quella di Milano. Regione deve intervenire".Giulia Bonezzi