Milano, 12 luglio 2018 - Pensava di farla franca. Pensava che nessuno si sarebbe accorto di quell’aggeggio nascosto nell’orecchio. Pensava che nessuno avrebbe intercettato quei suggerimenti arrivati da lontano per passare l’esame. No, non stiamo parlando dell’esame di maturità, alle battute finali in queste ore con gli orali. Il teatro della truffa sventata è una stanza della Motorizzazione civile di via Cilea, lì dove gli aspiranti automobilisti si accomodano per superare il tradizionale test per la patente: domande a scelta multipla e tempi contingentati per dare il maggior numero di risposte esatte, quello necessario per passare al volante. Il protagonista di questa vicenda tragicomica è un 25enne, che ieri mattina ha cercato di «fregare» i commissari con il più classico degli aiutini: i suggerimenti di un complice piazzato davanti a un computer chissà dove. Peccato che gli ispettori si siano avveduti eccome dello stratagemma, e alla fine abbiano segnalato il ragazzo agli agenti di polizia locale del Comando di zona 8, in servizio proprio in via Cilea.

«Se lo tolga, per favore...», la richiesta reiterata dei ghisa. Che, però, dopo qualche secondo si sono resi conto che il 25enne era davvero in difficoltà a sfilarsi dall’orecchio l’aggeggio, rimasto incastrato. Scena imbarazzante, chiusa dall’arrivo dell’ambulanza: il ragazzo è stato portato al pronto soccorso del San Carlo, dove i medici hanno rimosso il corpo del reato, poi sequestrato dai vigili. Il 25enne è stato denunciato per aver «barato» all’esame di scuola guida, anche perché gli aiuti da casa si erano rivelati decisivi: le risposte erano corrette, fin troppo.