di Roberta Rampini Quasi duemila telefonate ad altrettanti cittadini positivi al Covid-19 o loro familiari. Dall’inizio della pandemia, tutti i lunedì mattina. È la “pratica virtuosa” del sindaco di Cornaredo, Yuri Santagostino (nella foto). "Un bell’impegno soprattutto quando i casi aumentano, ma sicuramente un modo per stare vicino alle famiglie che vivono una situazione particolare", commenta il sindaco. In questi due anni ha collezionato ricordi piacevoli, "qualche cittadino ne approfitta per fare segnalazioni su cose...

di Roberta Rampini

Quasi duemila telefonate ad altrettanti cittadini positivi al Covid-19 o loro familiari. Dall’inizio della pandemia, tutti i lunedì mattina. È la “pratica virtuosa” del sindaco di Cornaredo, Yuri Santagostino (nella foto). "Un bell’impegno soprattutto quando i casi aumentano, ma sicuramente un modo per stare vicino alle famiglie che vivono una situazione particolare", commenta il sindaco. In questi due anni ha collezionato ricordi piacevoli, "qualche cittadino ne approfitta per fare segnalazioni su cose che non vanno bene", ma anche telefonate più dolorose, "per esempio quando la persona contagiata è deceduta e mi ritrovo a fare le condoglianze ai famigliari. Questo però mi è capitato soprattutto nella prima ondata della pandemia".

Come mai sindaco ha deciso di contattare i suoi concittadini positivi al Covid?

"Quando nel febbraio 2020 si sono registrati nel nostro Paese i primi contagi c’era molta paura perché sapevamo poco del Coronavirus, non c’era una cura. Il bollettino quotidiano dei nuovi casi e dei morti in Italia era preoccupante. Ats ci comunicava ogni giorno i nominativi dei cittadini positivi e il loro contatto telefonico. Quindi ho iniziato a fare le telefonate, tutti i lunedì mattina, era un modo per sentire i cittadini, stare aggiornati sulle loro condizioni, dare anche qualche informazione o viceversa raccogliere richieste che poi, a mia volta, invio ad Ats Milano".

Ricorda qualche telefonata in particolare?

"Ovviamente quelle più difficili, alle persone ricoverate o alle famiglie di chi purtroppo ci ha lasciato perché a volte questo virus è stato più veloce delle comunicazioni all’anagrafe. Ma anche telefonate a cittadini che poi, qualche mese dopo, quando mi hanno incontrato in giro per il paese mi hanno ringraziato per la vicinanza".

Adesso com’è la situazione a Cornaredo?

"In questo momento i contagi sono in aumento, abbiamo 55 positivi. Anche lunedì mattina li ho chiamati per sapere come stanno. Ora è meno faticoso, anche se i timori ci sono sempre".

Ho letto un suo post su Facebook a proposito di una telefonata poco gradita. Ci racconta?

"Un signore ha accolto la mia chiamata con una spocchia che in principio non mi spiegavo ma che poi è diventata subito chiara quando mi ha dato del nazista, stronzo e altre parole peggiori perché alla festa del paese di settembre facevamo i controlli del Green Pass. Insomma mi ha fatto capire che non condivideva le mie politiche di contenimento della pandemia. Non sono state tanto le parole a colpirmi quanto l’aggressività, che è montata nel giro di pochi istanti di fronte a una persona che aveva chiamato per sapere come stava".