Milano, 16 novembre 2015 - Milano non è Parigi, ma i suoi nervi sono abbastanza a fior di pelle. Una tensione che al momento sfoga al massimo in scritte a pennarello (compresa una, offensiva nei confronti dei musulmani, spuntata su due cassette della posta in via Moscova). Ma è nell’aria. Così, sabato sera dopo le 21, quando su un vagone del metrò rosso tre ragazzotti nordafricani sui vent’anni si sono messi a bulleggiare parlando ad alta voce, e gli altri passeggeri, dal loro discorso in arabo, hanno distinto chiaramente e più volte la parola «Isis», a bordo si è prodotto un certo allarme. Al punto che un uomo della sicurezza dell’Atm, quando sono scesi alla fermata Duomo, li ha seguiti e ripresi, spiegando loro che comportandosi così stavano spaventando la gente.

I tre hanno reagito con arroganza, minacciandolo. Uno ha anche mimato un gesto passandosi il pollice sul collo, a significare «ti taglio la gola»: così ha riferito il vigilante alla polizia, che prudentemente ha pensato di avvertire appena il gruppo si è allontanato. Poco dopo, nei pressi della Loggia dei Mercanti, una volante ha intercettato uno dei tre: sui vent’anni e faccia nota alla polizia, per piccoli precedenti accumulati anche da minorenne. Il profilo del bullo, non dell’islamista radicalizzato. È in Italia da molti anni, vive nell’hinterland e frequenta un fast food in zona Colonne di San Lorenzo. I poliziotti l’hanno comunque portato in questura per fare tutti gli accertamenti; dopo l’identificazione è stato denunciato a piede libero per minacce aggravate e procurato allarme.