Palestra in viale Zara
Palestra in viale Zara

Milano, 10 dicembre 2019 -  Si erano iscritti in palestra per tenersi in forma, ma erano rimasti con l’amaro in bocca. La struttura gestita dall’Associazione polisportiva dilettantistica “Tra cielo e terra”, in viale Zara 9, più di un anno fa aveva chiuso i battenti all’improvviso, senza rimborsare gli abbonamenti già pagati. Per una cinquantina di persone, che si erano rivolte a Federconsumatori Milano, è arrivata una svolta positiva, sotto forma di un risarcimento «a metà» versato dal responsabile dell’associazione, il maestro di arti marziali Antonio Varratta. «Riuscire a ottenere anche la metà della somma in casi analoghi è un successo - spiega Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano - dimostra che uniti si riescono a ottenere risultati». Un accordo che ha anche evitato lunghi contenziosi in Tribunale.

Sul tavolo somme da 350 fino a 500 euro a testa, che comprendevano la quota associativa e l’accesso alla struttura dove, oltre alle attività di sollevamento pesi, venivano organizzati corsi di ginnastica, arti marziali e danza per bambini e adulti. Intere famiglie beffate, clienti storici che hanno frequentato anche per dieci anni una struttura punto di riferimento in zona Isola, apprezzata anche per i corsi dedicati ai più piccoli. Un ambiente «spartano» e informale, lontano dalle luci del fitness chic milanese. Alcuni hanno sottoscritto gli abbonamenti anche attraverso il finanziamento con un istituto di credito. L’anno scorso hanno ricevuto una scarna email, con l’avviso che la palestra avrebbe chiuso per ristrutturazione. Quando hanno chiesto spiegazioni non hanno più ricevuto risposte.

La chiusura improvvisa è stata provocata dal fallimento della società che aveva affittato i locali, mentre è andata a monte un’operazione che avrebbe dovuto trasferire a un altro gruppo sportivo milanese la gestione della struttura con il pacchetto di abbonamenti già sottoscritti con Tra Cielo e Terra, divenuto quindi carta straccia. E sono rimasti i debiti da pagare. Un anno fa, a dicembre, i clienti si erano riuniti in assemblea, minacciando anche una denuncia per truffa. Antonio Varratta si era fatto avanti, rendendosi disponibile a trovare una soluzione. Che, infine, si è concretizzata nell’accordo per rimborsare almeno parte degli importi già versati per gli abbonamenti.