San Giuliano Milanese (Milano) - "Sono Florencia Bianco: orfana di femminicidio, orfana di Stato". Così Florencia Bianco, 22 anni, lancia un appello alle istituzioni, ricordando tutto il suo dolore per la tragica perdita della madre, Antonia Bianco, la 43enne italoargentina, ammazzata a San Giuliano Milanese il 13 febbraio 2012 dall'ex compagno Carmine Buono. Un dolore lancinante, più che mai vivo nella mente e nel cuore di Florencia che ha iniziato a lottare per tutelare tanti altri figli, come lei, orfani di femminicidio (circa 2mila in Italia secondo le stime).

Uccisa dall'ex, il caso Antonia Bianco: "Non se l'è cercata"

La vicenda di Antonia negli anni ha permesso di arrivare a risultato importanti. Come la nascita di un risarcimento per chi vittima lo è due volte: di un padre violento che uccide una madre e di uno Stato che, spesso, non sa tutelare una donna che ha denunciato maltrattamenti e stalking. Dal 16 luglio 2020, infatti, esiste un Fondo per gli orfani di femminicidio. Lo Stato ha stanziato 15 milioni di euro finanziare borse di studio, spese mediche, formazione e inserimento al lavoro di chi è ha perso un genitore per morte violenta. Tutto questo è il risultato di quattro anni di battaglie (alla legge approvata nel 2016 mancavano i decreti attuativi) che ha rideterminato gli importi degli indennizzi per le vittime di reati intenzionali violenti. Con le nuove regole per il delitto di omicidio è previsto per gli orfani un indennizzo di 50mila euro che sale a 60mila euro nel caso di omicidio commesso dal coniuge. A questo si aggiunge il rimborso di spese mediche e assistenziali fino a 10mila euro. Prima le cifre era irrisorie: solo 7.200 euro per omicidio, che aumentava a 8.200 euro in caso di delitto commesso dal coniuge. Inserito anche un indennizzo di 25mila euro per le vittime del nuovo reato di deformazione del viso. Una legge, che ha rideterminato gli indennizzi per gli orfani di femminicidio, sostenuta con forza dalla famiglia di Antonia Bianco.

Ma l'iter per accedere ai fondi è complesso e occorre attendere i tempi della giustizia. "Il fondo è discriminatorio nei nostri confronti - dice Florencia Bianco, che nelle ultime settimane ha iniziato a girare l'Italia per raccontare la sua storia -. Bisogna avere dei requisiti precisi per accedere: le nostre madri devono essere state uccise tra il 2005 al 2016. E ci sono anche altre limitazioni. Esattamente, Stato, che aiuto ci stai dando?".

Il 13 febbraio 2022 saranno passati dieci anni dalla morte della 43enne italoargentina, uccisa il 13 febbraio 2012 dall'ex compagno Carmine Buono a San Giuliano Milanese. L'uomo, condannato in via definitiva all'ergastolo nel 2017, l'aveva colpita con una stilettata che le aveva perforato il cuore non lasciandole scampo. Una tragedia che ha condizionato la vita dei tre figli di Antonia (Maximiliano oggi 30enne, Florencia di 22 e il piccolo Gabriele ancora minorenne) che da quell'uomo, nullatenente, non hanno mai ottenuto un solo euro dei 1,3 milioni di euro decisi dai giudici. Un dolore difficile da descrivere per Florencia, che ha perso la madre appena dodicenne. "Era una madre, un'amica, un padre, un esempio di vita, l'indispensabile per vivere", ricorda Florencia, che sta preparando un libro per raccontare il suo dolore.