Falchi addestrati con tecniche di antica falconeria
Falchi addestrati con tecniche di antica falconeria

Opera (Milano) - Falchi addestrati con tecniche di antica falconeria per dissuadere il grande stormo di volatili che, in concomitanza con il fenomeno delle migrazioni autunnali, ha preso l’abitudine di trascorrere la notte sulle piante del parco di via Primo Maggio, via Dandolo e via Belfiore. Presenza, questa, che ha creato disagi alla cittadinanza e che potrebbe avere conseguenze più gravi, con problematiche igienico-sanitaria legate alla pioggia di guano su panchine, auto in sosta e sui frequentatori dei parchi.

Prima “grana“ per le neo eletta sindaca, alle prese con l’ira degli animalisti, che parlano di sfruttamento dei falchi. "Falchi e falconieri per combattere gli storni (specie protetta a livello europeo) che abbiamo accolto su alcune aree della città. È questa la soluzione che, a quanto si apprende, è stata messa in campo dalla sindaca Barbieri per allontanare i volatili – spiega Emanuela Pagliara, delegata Leidaa Opera –. La questione si sarebbe risolta con l’arrivo del freddo dell’inverno e con l’utilizzo di dissuasori sonori come il distress call, una tecnica basata sulla riproduzione del grido di allarme che lo stesso storno emette in caso di pericolo e che induce immediatamente gli animali ad abbandonare i dormitori, disperdendosi. Con questa soluzione, invece, i gruppi di uccelli che saranno più agitati si smembreranno in più gruppi, creando solamente maggiori problemi". Una soluzione che costerà cinquemila euro ritenuta inutile e barbara dagli animalisti.

Olezzo e sporcizia sono alcune conseguenze del guano degli uccelli che si radunano negli stessi posti per affrontare insieme il lungo viaggio della migrazione. Già nei giorni scorsi, l’amministrazione ha effettuato interventi di pulizia con l’azienda che si occupa dell’igiene urbana, ma al vaglio dei tecnici c’è lo studio di soluzioni più incisive, che prevengano i disagi delle migrazioni. "Comprendiamo il disagio dei cittadini, per questo stiamo valutando come risolvere il problema e non semplicemente rimandarlo alla prossima migrazione – spiega la sindaca Barbara Barbieri –. L’obiettivo è quello di intervenire nel rispetto delle specie animali, dell’ambiente e dell’ecosistema tipico di questa area di Città metropolitana. Ultimato lo studio al vaglio, potrò essere più precisa. Nel frattempo sono già stati effettuati interventi di pulizia di strade, marciapiedi e arredo pubblico e si ripeteranno ogni qualvolta se ne verificasse la necessità".