Milano, 28 novembre 2021 - È stato il laboratorio dell’ospedale Sacco di Milano a sequenziare il primo caso di variante Omicron del coronavirus in Italia. Lo stesso, cioè, che la sera del 20 febbraio 2020 scopriva il Sars-CoV-2 nel tampone di Mattia Maestri, già gravissimo all’ospedale di Codogno: il “paziente 1“, nel senso di primo contagio autoctono scoperto in Europa, anche se all’epoca, come documenta uno studio in pubblicazione, firmato da infettivologi e virologi lombardi oltre che da Danilo Cereda dell’unità Malattie infettive della direzione Welfare della Regione, in Lombardia c’erano già stati oltre 500 infettati con sintomi e il virus circolava in almeno 222 su 1.506 comuni.
Ma resistendo a facili osservazioni sulla sfortuna che ci vede benissimo, a una prima ricostruzione dei fatti il caso del primo tampone nel quale è stata scoperta la nuova mutazione appena battezzata "of concern" (preoccupante) dall’Oms in Italia, confermato ieri pomeriggio dall’Istituto superiore di sanità, appare assai diverso da quello che segnò l’inizio dell’incubo pandemico che un anno, nove mesi e una settimana fa investiva la Lombardia per prima in Occidente. E non solo perché a ieri sera erano già stati scoperti in Europa un caso in Belgio, due in Germania, 61 su 85 passeggeri sbarcati in Olanda su due voli dal Sudafrica più un sospetto in Repubblica Ceca e due confermati nel Regno Unito. Tutti con collegamenti diretti con l’Africa meridionale, come li ha del resto il proprietario del tampone positivo a Omicron sequenziato al Sacco, che era da poco tornando dal Mozambico.
In base a informazioni ottenute dal Giorno , l’uomo al rientro dall’Africa sarebbe atterrato a Roma e sarebbe tornato dalla sua famiglia nel Casertano prima di salire a Milano per una visita medica (con annesso Covid test) presso la multinazionale per la quale lavora: arrivato in auto la sera del 15 novembre, si sarebbe fermato in albergo senza uscire e l’indomani, dopo la visita, sarebbe ripartito subito verso Sud.
Ha saputo di essere positivo al tampone durante il viaggio, ma solo in seguito, quando ormai era a casa in isolamento con cinque familiari conviventi poi risultati positivi al coronavirus, il sequenziamento del suo tampone al Sacco ha individuato la variante "grazie agli alert sulla piattaforma ICoGen che hanno riconosciuto immediatamente alcune mutazioni chiave e all’operato rapido ed efficiente del laboratorio del Sacco", ha sottolineato l’Istituto superiore di sanità, spiegando che il campione "è in fase di ulteriore conferma per l’assegnazione definitiva del lignaggio B.1.1.529" che identifica la nuova "variant of concern". Proprio per alzare le difese contro Omicron venerdì il Ministero della Salute aveva raccomandato alle Regioni di rafforzare il tracciamento e il sequenziamento dei test molecolari, che in Lombardia, negli ultimi giorni, hanno individuato circa 1.500 su oltre duemila nuovi casi quotidiani di coronavirus (ieri 1.926, di cui solo 26 scoperti da un tampone rapido).
"Al momento non sono stati identificati contatti positivi" del contagiato da Omicron in Lombardia, ha fatto sapere la Regione dopo le inchieste epidemiologiche dell’Ats Metropolitana e dell’Asl campana. L’uomo, che era vaccinato con doppia dose, è in isolamento domiciliare insieme ai cinque familiari contagiati (i loro tamponi saranno sequenziati per la variante): tutti con sintomi lievi, o senza sintomi.