San Giuliano Milanese (Milano), 10 febbraio 2021 - Dopo averla massacrata, si è allontanato a piedi dal luogo del delitto. Le mani in tasca, il passo lento, all’apparenza tranquillo. Sono le immagini che ritraggono Alfred Kipe, albanese di 42 anni, a un centinaio di metri di distanza dalla rotonda sulla Binasca dove, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Lodi, l’uomo avrebbe prima inseguito e poi ucciso la sua ex, Luljeta Heshta, 47enne ammazzata con cinque coltellate domenica alle 13.30 a Pedriano di San Giuliano Milanese. 

I pochi secondi di video, registrati da un coraggioso automobilista con il suo smartphone, costituiscono una prova preziosa che i carabinieri di San Donato Milanese hanno subito acquisito e aggiunto al fascicolo per l’omicidio. E che si aggiunge ai tanti elementi finora raccolti dagli inquirenti. Per la Procura di Lodi, infatti, ci sarebbero pochi dubbi sul fatto che il 42enne, che aveva una relazione da oltre vent’anni con la vittima e con cui viveva a Milano, in zona Corvetto, possa essere il colpevole del femminicidio. Nel filmato si vede chiaramente l’uomo, finora unico indagato per il delitto efferato, allontanarsi dal luogo del delitto senza neanche correre.

Fermato 12 ore dopo l’omicidio, non ha confessato il delitto, ma ha ammesso che la coppia spesso litigava per motivi legati alla gelosia, possibile movente del delitto. A incastrare il compagno di Luljeta ci sarebbero diversi testimoni oculari, che lo hanno riconosciuto come colui che ha accoltellato la 47enne. Ieri i carabinieri di San Donato Milanese hanno acquisito le immagini delle telecamere della videosorveglianza che sono installate in via Cerca, angolo via Emilia. Si cercano i fotogrammi dell’aggressione alla donna. Un’ulteriore prova schiacciante (che si aggiunge alla cella telefonica che intercetterebbe Kipe sul luogo del delitto) per chiudere il cerchio della indagini. Da chiarire anche come il 42enne possa aver raggiunto la donna sulla Binasca. L’uomo, disoccupato e senza auto di proprietà, è senza dubbio arrivato a piedi. Sembra anche che non avrebbe utilizzato mezzi pubblici, di sicuro non lo ha fatto al ritorno. Dopo l’omicidio, infatti, chi ha assistito alla scena assicura di aver visto l’uomo allontanarsi con estrema tranquillità, come se nulla fosse accaduto.

Pian piano (questo aspetto è ora al vaglio degli inquirenti) il presunto killer sarebbe arrivato fino alla sua casa al Corvetto, dove poi i carabinieri sono andati a prenderlo nel tardo pomeriggio di domenica. Da chiarire anche il movente, magari diverso rispetto a quello finora emerso della gelosia: gli inquirenti stanno approfondendo se oltre al legame sentimentale fra i due ci fosse un rapporto economico legato al fatto che la compagna facesse la prostituta. Tutti elementi che saranno analizzati oggi anche dal gip di Milano durante l’udienza di convalida del fermo.