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30 mag 2022

Omicidio di Melzo, il gip: Rosa incapace di sopportare il decadimento della madre

Convalidato il fermo: la figlia, accusata di aver ucciso e fatto a pezzi l'84enne, si è avvalsa della facoltà di non rispondere

30 mag 2022
I Carabinieri sul luogo dove una donna di 84 anni � stata trovata morta, a Melzo (Milano), 26 maggio 2022. Il corpo, che era in avanzato stato di decomposizione, giaceva dentro una vasca da bagno.   ANSA / Andrea Canali
Gli inquirenti a Melzo
I Carabinieri sul luogo dove una donna di 84 anni � stata trovata morta, a Melzo (Milano), 26 maggio 2022. Il corpo, che era in avanzato stato di decomposizione, giaceva dentro una vasca da bagno.   ANSA / Andrea Canali
Gli inquirenti a Melzo

Melzo (Milano), 30 maggio 2022 - Il gip di Milano Giulio Fanales ha convalidato il fermo e disposto la misura cautelare in carcere per omicidio volontario aggravato e vilipendio di cadavere aggravato per Rosa Fabbiano, 58 anni, accusata di aver ucciso l'anziana madre, l'84enne Lucia Cipriano, trovata morta, dopo circa due mesi, e fatta a pezzi nella vasca da bagno della sua abitazione di Melzo, nel Milanese. Ieri la donna nell'interrogatorio davanti al giudice, alla presenza anche dell'aggiunto Laura Pedio e del pm Elisa Calanducci, titolari dell'inchiesta condotta dai carabinieri, si era avvalsa della facoltà di non rispondere, così come già aveva fatto davanti agli inquirenti nella serata di giovedì scorso.  I "motivi fondanti" dell'omicidio commesso da Rosa Fabbiano, la 58enne che a  Melzo, nel Milanese, ha ucciso la madre Lucia Cipriano, 84 anni, facendo a pezzi poi il cadavere ritrovato nella vasca da bagno dopo circa 2 mesi, sono "da ricondursi all'assoluta incapacità dimostrata dall'indagata nel sopportare il decadimento fisico e mentale altrui e, in particolare, di coloro che le sono affettivamente legati". Lo scrive il gip di Milano Giulio Fanales nell'ordinanza di convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare in carcere e, in particolare, nella parte in cui mette in luce il pericolo di reiterazione del reato da parte della donna. "Esiste un concreto ed attuale pericolo di commissione di reati della medesima specie - scrive il giudice - desumibile, in primo luogo, dai motivi fondanti l'agire delittuoso in parola, da ricondursi all'assoluta incapacità dimostrata dall'indagata nel sopportare il decadimento fisico e mentale altrui e, in particolare, di coloro che le sono affettivamente legati". Circostanza tale, secondo il gip, "da fare ragionevolmente presumere la possibilità del ripetersi di simili azioni a fronte di una qualsivoglia condizione similare in cui l'indagata possa venirsi a trovare nelle usuali ed alterne vicende ...

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