Omicidio Antonia Bianco a San Giuliano (Newpress)
Omicidio Antonia Bianco a San Giuliano (Newpress)

Milano, 7 dicembre 2017 - Una vergogna: la verità è che gli orfani di femminicidio e le famiglie che si occupano di loro sono lasciati soli dallo Stato». È delusa Assunta Bianco, sorella minore di Antonia, la 43enne italoargentina, madre di tre figli, uccisa dal suo ex compagno, Carmine Buono, idraulico 60enne, a San Giuliano Milanese il 13 febbraio 2012, con un colpo di spillo al cuore. La battaglia giudiziaria si è chiusa solo un anno fa, a dicembre, con la decisione della Cassazione che ha reso definitiva la condanna all’ergastolo per il killer con l’accusa di omicidio volontario e stalking.
Per questo Assunta ha sperato fino all’ultimo che nelle legge di bilancio del governo ci fosse il fondo per gli orfani di femminicidio. E invece la commissione Bilancio della Camera ha bocciato un emendamento di Forza Italia per incrementare di 10 milioni di euro il fondo nazionale. 

Signora Assunta, che cosa ne pensa della decisione della maggioranza? 
«È una vergogna. Sono arrabbiata perché ho sperato tanto che la politica si potesse interessare di una questione così importante che io sto seguendo da ormai sei anni. Anch’io mi sono illusa che la situazione potesse sbloccarsi. Ma niente. Siamo al punto di partenza. Tuttavia non mollo». 
Com’è la sua situazione familiare? 
«Mia sorella ha lasciato tre figli: il più grande oggi ha 30 anni, poi c’è una ragazza di 19 anni che frequenta ancora le scuole superiori e l’ultimo di 12. Per loro è stato un dramma vivere senza madre, oltre che un grosso problema anche di tipo economico. Non è giusto che il governo non si interessi di una questione così importante che coinvolge tante famiglie».
Ha intenzione di intraprendere altre iniziative per chiedere giustizia per sua sorella? 
«Sì, pochi giorni fa ho presentato una denuncia in tribunale a Milano. Chiedo i danni allo Stato perché mia sorella ha denunciato tre volte il suo ex, che poi si è trasformato in carnefice. Tutte le richieste di Antonia non sono mai state ascoltate dalle forze dell’ordine».
Vuole lanciare un appello alle donne vittime di violenza?
«Attraverso il dramma che ha stravolto la mia famiglia ho imparato molto. Alle donne dico: denunciate i vostri carnefici, non siete sole. Nonostante tutto sono convinta che bisogna fidarsi della giustizia. Qualcosa però dovrà cambiare».