Residenti partecipano a una festa organizzata nei giardini pubblici in zona Rogoredo-Santa Giulia
Residenti partecipano a una festa organizzata nei giardini pubblici in zona Rogoredo-Santa Giulia

Milano, 29 giugno 2018 - Il Palaolimpico a Santa Giulia o nell’area dell’ex Palasharp a Lampugnano. In vista della corsa per i Giochi invernali del 2026, in cui Milano punta a essere la candidata italiana, il Comune inizia a ragionare sui luoghi che potrebbero ospitare il nuovo palazzetto dello sport. Il tema è stato risollevato martedì dal capogruppo della Lega Alessandro Morelli, che ieri pomeriggio ne ha parlato con il sindaco Giuseppe Sala durante la seduta del Consiglio comunale. Un dialogo a cui ha partecipato anche l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran, il quale spiega al Giorno che l’amministrazione comunale, Olimpiadi o no, sta già lavorando nella direzione della realizzazione di un Palasport: «Il nuovo Piano di governo del territorio (Pgt) prevede delle aree per palazzetti dello sport. Intanto c’è il recupero del Palalido già in corso. Inoltre c’è l’arena di Santa Giulia che è nella variante urbanistica del nuovo pezzo del quartiere: parliamo di un impianto da 18 mila posti particolarmente adatto nel caso in cui a Milano fossero assegnate le Olimpiadi invernali del 2026. Poi c’è l’area a ovest della città, intorno a San Siro e all’ex Palasharp a Lampugnano, in cui è ipotizzabile un’ulteriore struttura sportiva».

L’area dell’ex Palasharp, dismessa dal 2012, non è stata più inserita nel bando per i nuovi luoghi di culto, in primis le moschee. Un segnale chiaro: il Comune vuole utilizzare quel terreno per realizzare un palazzetto «erede» del Palatrussardi (poi Palasharp) costruito nella metà degli anni Ottanta dopo la nevicata del 1985 che fece crollare il tetto del Palasport di San Siro. Maran conferma e poi inquadra così i tre impianti sopracitati: «Il Palalido ha una capienza da 5.500 posti, il palazzetto a Santa Giulia conterrebbe 18 mila persone mentre l’impianto a Lampugnano potrebbe avere una capienza intermedia da 10 mila posti».

L'idea del Palaolimpico unisce maggioranza e opposizione. Sala e Morelli ieri si sono detti d’accordo nel lavorare insieme per raggiungere l’obiettivo finale. Maran, intanto, sottolinea: «Il nuovo Pgt è in fase di discussione, quindi ogni proposta ulteriore è valutabile». La vera incognita, però, riguarda la candidatura ai Giochi del 2026. Per l’Italia in corsa ci sono ancora tre città: Milano, Torino e Cortina d’Ampezzo. Il Governo deve sciogliere il nodo della candidatura entro il 10 luglio, il giorno in cui è stata fissata la riunione del Consiglio nazionale del Comitato olimpico nazionale italiano (Coni). Milano, intanto, si porta avanti, in pure stile meneghino. Il Palaolimpico resta ancora un sogno, un nuovo palazzetto dello sport invece è già un obiettivo concreto del Comune. Certo, conquistare la sede delle Olimpiadi 2026 aiuterebbe. Sala, Maran e Morelli ci sperano.

massimiliano.mingoia@ilgiorno.net