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Giuseppe Sala

Milano, 3 settembre 2018 - Olimpiadi  invernali del 2026, Milano è a un bivio. Accettare la candidatura a tre, senza una città capofila, con Torino e Cortina oppure fare un definitivo passo indietro? Il sindaco Giuseppe Sala, già a inizio agosto, quando il presidente del Coni Giovanni Malagò ha lanciato la candidatura a tre, ha espresso forti perplessità, soprattutto sul fronte della governance. In altre parole: con tre città «parigrado», il rischio è che la catena di comando sia troppo complicata e lenta. Perplessità che Sala oggi alle 15 a Palazzo Marino sottoporrà ai capigruppo di maggioranza e opposizione in Comune. Sì, perché il primo cittadino, appena rientrato dalle vacanze estive, vuole definire una linea quanto più possibile condivisa dal Consiglio comunale, che a fine luglio ha votato una delibera che dice «sì» alla candidata di Milano ai Giochi invernali, ma come città capofila. Che fare? Il capogruppo del Pd a Palazzo Marino Filippo Barberis, in attesa del vertice di oggi, sottolinea: «Le pressioni politiche da parte del Governo hanno portato a una proposta diversa da quella approvata dal Consiglio comunale. Sala non vuole pasticci sulla governance. Lui ha già guidato l’Expo ed è molto sensibile su questo tema. Per noi la stella polare è l’interesse della città. Nessuna cambiale in bianco davanti alla proposta di Malagò. Non vogliamo abbozzare di fronte a un compromesso politico. Servono precise garanzie sulla governance e sulle ricadute a favore di Milano».

Il centrosinistra non esclude un nuovo pronunciamento da parte del Consiglio comunale, ma prima va definita la linea. M5S e Lega a Milano sposano la proposta del Coni condivisa con il Governo giallo-verde. Il capogruppo lumbard in Comune Alessandro Morelli lo conferma: «Noi sosteniamo la candidatura di Milano. Ma non vorremmo che la volontà del sindaco Sala di fare la prima donna e di volere a tutti costi un palcoscenico politico faccia perdere all’Italia una grande opportunità». Il timore della Lega è che Sala usi un eventuale ruolo di commissario alle Olimpiadi per tirare la volata al centrosinistra in vista delle elezioni europee della prossima primavera. «Ritengo stravaganti le preoccupazioni di Sala – continua Morelli –. Il sindaco pensa che Torino e Cortina possano pesare più di Milano nella candidatura? Milano è la capofila di fatto, per storia e ruolo». Il forzista Fabrizio De Pasquale, intanto, propone questa linea: «Noi pensiamo che sia importante andare avanti con la candidatura italiana. Quando sarà il momento di definire i ruoli della governance, speriamo che ci sia un Governo meno sprovveduto dell’attuale». 
 

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