Il presidente del Coni, Giovanni Malagò
Il presidente del Coni, Giovanni Malagò

Milano, 10 ottobre 2018 - Il "sì" del Comitato olimpico internazionale è arrivato, Milano-Cortina è ufficialmente in pista come candidatura italiana per la sede delle Olimpiadi invernali del 2026. Il voto dei membri del Cio si è svolto a Buenos Aires ieri sera (ora italiana) e ha confermato le previsioni della vigilia.

Oltre a Milano-Cortina, in campo per i Giochi in programma tra 8 anni ci sono la svedese Stoccolma e la canadese Calgary. «Short list» a tre, voto all’unanimità. La decisione finale sarà presa dal Cio nel giugno del 2019 a Losanna, in coincidenza con l’inaugurazione della nuova sede. Niente sessione a Milano nel settembre 2019, dunque. Non solo. Un sondaggio condotto dal Cio tra i cittadini dei tre luoghi indica che la candidatura più gradita è quella di Milano-Cortina con l’81%, seguita da Calgary (54%) e Stoccolma (49%). Sondaggi a parte, ogni candidatura ha i suoi «contro». Quella italiana ha il sostegno politico, ma non economico, del Governo: le Regioni Lombardia e Veneto si sono impegnate a garantire i 370 milioni di euro indispensabili per realizzare gli impianti e le infrastrutture per i Giochi. La Svezia, al contrario, un Governo in carica per ora non ce l’ha e non si sa ancora se il prossimo sosterrà o no la corsa di Stoccolma. Calgary, invece, attende che il 13 novembre i cittadini della regione dell’Alberta votino sul referendum che chiede: «Siete favorevoli o contrari alla possibilità che la città di Calgary ospiti le Olimpiadi invernali del 2026?». L’esito non è scontato.

Il sindaco Giuseppe Sala, dopo il «sì» all’unanimità del Cio, twitta «avanti con fiducia! #noicicrediamo». Già in mattinata il primo cittadino si era detto «ottimista» sull’esito finale: «Ma c’è tanto lavoro ancora da fare. Le dichiarazioni del Cio su Milano-Cortina, comunque, sono estremamente positive. La nostra candidatura è forte, perché mette insieme una città dalla forte reputazione internazionale come Milano e una città di montagna come Cortina. Siamo arrivati a questa candidatura attraverso una via tortuosa, però sono contento di essere stato fermo sulle mie posizioni fino alla fine e spero di portare a casa il risultato». incassato l'okalla candidatura, Attilio Fontana, presidente della Regione, invita tutti ad «unire le forze per centrare un obiettivo importantissimo non solo per Lombardia e Veneto ma per l’Italia». Il governatore continua a considerare Stoccolma la rivale più pericolosa: «Da più parti dicono che è la capitale svedese l’insidia principale, anche per il semplice fatto che, per il principio dell’alternanza tra continenti, le Olimpiadi del 2026 dovrebbero spettare all’Europa. Calgary probabilmente slitterà al 2030. Quindi – conclude tra il serio e il faceto – speriamo che in Svezia continuino a non avere un Governo». Esultano anche il governatore veneto Luca Zaia e il sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina. Il presidente del Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) Giovanni Malagò, intanto, ieri a Buenos Aires è stato eletto membro del Cio (66 voti su 74 a suo favore). Una nomina che la delegazione italiana legge come un ottimo segnale in vista della decisione del Cio sui Giochi del 2026.

La corsa è partita. Sembra passato un secolo dall’inizio di agosto, quando il tridente Milano-Torino-Cortina senza capofila aveva scontentato tutti. La svolta lo scorso 18 settembre, dopo lo stop del Governo, quando Fontana e Zaia, d’accordo con Sala, hanno rilanciato: avanti con Milano-Cortina, i fondi li garantiamo noi. Una mossa che ha portato all’appoggio del Governo al tandem lombardo-veneto. Fino all’ok del Cio. Milano-Cortina scende in pista per la discesa finale con la benedizione del vicepresidente del Cio Juan Antonio Samaranch jr: «Grande progetto. La volontà c’è, le infrastrutture pure».