L'intervento del presidente del Coni Giovanni Malagò a Tokyo
L'intervento del presidente del Coni Giovanni Malagò a Tokyo

Milano, 29 novembre 2018 - Immediatamente si riconosce il Duomo. Un Duomo stilizzato in sette guglie. Un Duomo mai così italiano: sono verdi, bianche e rosse le guglie. E ad unirle è un triangolo inconcluso, senza base, capace di perfezionare la stilizzazione della cattedrale e al tempo stesso di rimandare ad altro: ad una montagna, alle Dolomiti, delle quali le guglie diventano le vette, i tipici spuntoni. Una pista solca sinuosa cattedrale e montagna, guglie e cime. Sotto campeggiano le parole dell’alleanza e l’anno del sogno: «Milano Cortina 2026». Eccolo il logo della candidatura italiana alle Olimpiadi Invernali.

Il logo di Milano-Cortina 2026

Una scelta iconografica che restituisce il senso del travaglio che ha scandito 15 mesi di lavoro: Olimpiadi del lombardo-veneto, vero, ma il brand nel brand è Milano. E ora è sotto gli occhi di tutti, sotto gli occhi del mondo, sotto gli occhi del Comitato olimpico internazionale (Cio). Il logo è stato svelato ieri per la prima volta da Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Luca Zaia, governatore del Veneto, Giovanni Malagò, presidente del Coni, e la testimonial Arianna Fontana, campionessa di short track, in quel di Tokyo, in occasione dell’Assemblea generale dell’Associazione del Comitati Olimpici Mondiali (Anoc). La corsa è partita. L’unica sfidante è Stoccolma. Il prossimo appuntamento internazionale è in Australia, a maggio 2019. Il verdetto del Cio è atteso per il mese successivo, per giugno, da Losanna.

«Provarci, sempre»: così ha scritto Sala su Facebook subito dopo aver presentato la candidatura olimpica. Nel suo intervento il sindaco ha spinto su un concetto chiave: «Milano sta crescendo così come la regione alpina ma siamo ben consapevoli dell’importanza della sostenibilità. L’obiettivo è zero consumo di suolo: il 92% delle infrastrutture necessarie per i Giochi sono esistenti o saranno temporanee. E compenseremo completamente le emissioni di anidride carbonica». Sulla stessa linea Zaia: «Cortina, la regina delle Dolomiti, ha saputo coniugare ambiente e sviluppo». Sindaco e governatore puntano poi sull’effetto entusiasmo: «L’83% dei milanesi è favorevole a ospitare le Olimpiadi», fa sapere il primo.

«Questa candidatura – fa eco il secondo – arriva dalla gente, c’è una grande comunità che desidera queste Olimpiadi». Malagò, allora, lancia una terza parola chiave dopo “sostenibilità” ed “entusiasmo”: «Insieme. La parola chiave del successo del nostro progetto – spiega il numero uno del Coni – è “insieme” perché uniamo privato e pubblico, tradizione e innovazione, l’efficienza della grande metropoli e il fascino delle montagne». Non tarda ad arrivare, nel corso degli interventi della delegazione italiana, il riferimento ad un precedente, l’Expo, e la sottolineatura della capacità di traino del lombardo-veneto: «Il nostro progetto ha l’insita forza economica di una macro-regione tra le più prosperose e di sucesso d’Europa. Uno dei quattro motori del continente – rimarca Sala –. E la recente esperienza dell’Expo ci ha insegnato come portare a compimento grandi eventi grazie alla collaborazione tra pubblico e privato». Basteranno questi argomenti? I bookmakers danno il duo Milano-Cortina favorito su Stoccolma. E da Palazzo Lombardia il governatore Attilio Fontana si dice sicuro che la tappa di Tokyo «ha rafforzato la candidatura italiana ai Giochi».

Lombardia e Veneto, certo. Ma anche Trentino ed Alto Adige. Questo il quadrilatero ento il quale saranno ospitate le gare delle Olimpiadi invernali nel caso in cui la spunti la candidatura Milano-Cortina. I masterplan saranno ufficializzati solo a gennaio ma alcune indicazioni ci sono già. Milano sarà la casa degli sport del ghiaccio, con l’appoggio del Trentino, mentre Cortina, l’Alta Valtellina e Anterselva faranno da cornice alle competizioni sulla neve. Nel capoluogo lombardo, oltre al Villaggio Olimpico allo scalo ferroviario (oggi) dismesso di Porta Romana e ad uno dei due centri stampa, in quel della Fiera di Rho, sono pereviste la cerimonia d’apertura dei Giochi, niente meno che allo stadio di San Siro, e le cerimonie di premiazione in piazza Duomo. Le gare di short track e di pattinaggio di figura si alterneranno nella tradizione olimpica nel nuovo impianto polifunzionale di Santa Giulia.